Servizio Civile Nazionale: primo giorno per gli oltre 1400 i volontari in forza alle Pro Loco d’Italia


 
 
ROMA 10 GENNAIO – Primo giorno di attività per gli oltre 1400 volontari che da oggi svolgeranno il Servizio Civile presso le Pro Loco italiane, in oltre 1000 sedi su tutta la penisola; 15 complessivamente le regioni coinvolte.  

I volontari saranno impegnati nella realizzazione dei 43 progetti approvati, presentati su base regionali,  sul tema  comune del  recupero  e della valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale (tradizioni, dialetti, etc); proprio grazie alle iniziative e ai risultati ottenuti su questa area di intervento l’Unione Nazionale delle Pro Loco ha ottenuto l’accreditamento da parte dell’Unesco nel Comitato Intergovernativo previsto dalla Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale del 2003.

“Il Servizio Civile rappresenta un importante esperienza per i giovani che avranno modo prendere contatto con il mondo delle attività culturali e turistiche e, allo stesso tempo, di  conoscere e apprezzare da vicino il mondo delle Pro Loco” afferma il presidente dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, Antonino La Spina.

“Con l’avvio del Servizio Civile – dichiara Bernardina Tavella  responsabile Unpli del Servizio Civile –  si completa anche quest’anno un laborioso iter che ha consentito all’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia di ottenere il completo riconoscimento dei progetti presentati e l’incremento dei giovani assegnati a testimonianza della bontà dell’azione avviata”.

Le azioni progettuali puntano, fra gli altri obiettivi, alla valorizzazione:  del “Patrimonio enogastronomico in un percorso fra storia, tradizioni e nuovi stili alimentari” (Friuli Venezia Giulia);  dei beni culturali (materiali ed immateriali) e paesaggistici legati al tema dei cammini e delle vie della fede (Veneto); alla valorizzazione e alla fruizione integrata delle antiche strutture nobiliari presenti sul territorio (Sicilia) ed anche alla realizzazione di una rete globale di punti informativi (Umbria); al recupero delle tradizioni artigianali e dei mestieri (Abruzzo e Marche); alla  riscoperta ed alla promozione dei dialetti locali (Molise), alla valorizzazione delle risorse storiche culturali e delle tradizioni  (Campania,Lazio, Basilicata, Calabria, Sicilia, Lombardia, Sardegna), ma anche alla promozione dei siti culturali locali con materiale informativo aggiornato e multilingue (Piemonte); alla riscoperta delle antiche masserie, valorizzando gli usi e i costumi, le tradizioni gastronomiche e promuovendo il territorio circostante (Puglia).

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