LE TAVOLE DI SAN GIUSEPPE A LIZZANO


In occasione della festa di san Giuseppe, lizzano allestisce le famose “Taule di San Giseppu” (Tavole di San Giuseppe), una delle più antiche tradizioni del paese che sopravvive grazie all’operosità e alla generosità dei cittadini.

La tradizione, prevede che il giorno 18 siano allestiti questi banchetti in devozione  al santo.

La “Taula” ,diventa un vero e proprio altare di grandi dimensioni  accuratamente allestita, con tovaglie bianche e in fondo alla tavola trionfa il dipinto del Santo. L’altare è posto in un’ampia camera adiacente la strada ed costituito da assi di legno, chiamati “ Tristieddi” (Cavalletti)  disposti per  formare dei gradini. In fondo all’altare trionfa un dipinto raffigurante il Santo con Gesù Bambino.

 I piatti tipici ricoprono interamente la superficie della tavola; quattro porzioni per ciascuna pietanza. Tre in rifermento alla Sacra Famiglia mentre il quarto impersona Sant’Antonio da Padova. Raramente è presente una quinta porzione, che rappresenterebbe San Gaetano (Patrono di Lizzano) o San Cosimo . accanto ai piatti tradizonali ,sulla sobbrataula ( sopratavola) sono presenti frutti fuori stagione : seti, ua, marangi, miluni virnili, ficatinni (melograni, uva, arance, meloni, frutta invernale in genere, fichi d’india) o primizie quali: unguli e pisieddi (fave novelle e piselli freschi) , tutto questo per amore e devozione della famiglia devota e dei contribuenti alla questua, che hanno saputo conservare cibi non reperibili nel periodo di realizzazione della tavola. 

Il piatto più abbondante della tavolata è il pane. Questo è preparato in diverse dimensioni, i picciddati da 4-5 kg ciascuno, su cui sono incise le iniziali del santo, o li “panittuddi” pane di piccolo taglio di circa ½  kg  ciascuno,  molto più numerosi per adempiere al loro scopo di devozione alimentare. La tradizione stabilisce che chi riceve il pane devozionale non può rifiutarlo o ringraziare.

Dalla tavola niente può essere tolto , a nessuno è permesso gustare , e solo in cucina ( la cui via non è preclusa), solitamente posta in una stanza posteriore a quella in cui è imbandita la taula , si può mangiare un piatto di  “massa cu li ciciri” , ossia tagliatelle fatte in casa con ceci, condite con soffritto di olio , prezzemolo, cipolla verde e pepe a volontà, o degustare “Lu cranu stumpatu” (grano scruscato) bollito in opposite “pignate” con lo stesso condimento della “massa”.

 

Il giorno 19 Marzo, dopo la benedizione da parte del parroco, le pietanze vengono distribuite ai vicini di casa, o ai più poveri e bisognosi del paese. In serata, invece, la festa si conclude , con il “Rito di purificazione” in cui vengono arsi diversi falò per le vie del paese, intorno ai quali ci si riunisce per mangiare in compagnia e per festeggiare.

Dopo il successo delle scorse edizioni, la Pro Loco di Lizzano, rinnova l’invito a tutti i paesani e non, in un nuovo incontro tra religiosità, cibo e tradizione.

Condividi questa notizia