Bmta, l’Unpli protagonista delle buone pratiche di gestione dei patrimoni culturali


 Paestum – Pro Loco e patrimoni immateriali, un’accoppiata vincente, e non solo dal punto di vista della salvaguardia. Se ne è parlato a Paestum, in occasione della ventunesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che ieri, domenica 18 novembre, ha visto riuniti dal presidente dell’Unione Nazionale Pro Loco, Antonino La Spina, gli specialisti e gli interlocutori del tema.

Il convegno dal titolo “Le potenzialità della rete Pro Loco nella gestione dei patrimoni culturali” è stato aperto dai saluti di Mario De Iuliis e Vincenzo Patella, rispettivamente presidente del comitato provinciale UNPLI Salerno e presidente della Pro Loco di Paestum. Ad introdurre i lavori Roberto Prescendi, commissario di UNPLI Campania, che ha detto: “La Campania rappresenta un tassello importante nel panorama nazionale culturale e delle Pro Loco”.

Passione, esperienza, competenze sono le qualità condivise dalle Pro Loco che il presidente dell’Unpli, Antonino La Spina, ha tenuto a sottolineare tra gli elementi fondanti di un programma di gestione e fruizione dei patrimoni culturali; La Spina ha rimarcato il peso quantitativo e qualificativo delle realtà Pro Loco: “Non ci occupiamo solo di patrimonio culturale” ha detto La Spina “ma anche di turismo, coesione e promozione del territorio: questa è la nostra forza. L’importante riconoscimento avuto dal Ministero per i Beni Culturali ci dà delle responsabilità dirette, quotidiane nei nostri territori; mettere a sistema i nostri sforzi e individuare le nostre attività in maniera chiara e visibile, ci offre la possibilità di creare una rete nazionale di siti culturali a disposizione delle comunità”.

In linea l’intervento di Patrizia Nardi, promotrice della prima candidatura di beni immateriali in rete, le Grandi Macchine a Spalla italiane inserite nella lista dei patrimoni Unesco nel 2013. Nardi, oltre a valorizzare il ruolo delle Pro Loco, ha spiegato la necessità per l’Italia di aderire sostanzialmente agli accordi Unesco e, ultima, alla Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa: “I processi di salvaguardia del patrimonio immateriale vanno condotti con la comunità e le comunità non sono solo riceventi di linee direttive ma hanno un ruolo centrale, mettono in atto quella cura necessaria perché il patrimonio culturale possa essere trasmesso”.  Nardi ha concluso il suo intervento aggiungendo: “Abbiamo tutto quello che serve, ora è il momento per un percorso di legittimazione delle attività che vengono svolte”.

Tra i relatori anche Fernando Tomasello, responsabile del Dipartimento Cultura, Ambiente e Paesaggio dell’UNPLI, che ha fornito alcuni dati del programma di inventariazione multimediale attraverso il canale youtube “Memoria Immateriale”: 1550 video, 4mila utenti, oltre 2milioni di visualizzazioni; una “grande fame di cultura”, come ha detto Tomasello, a cui l’UNPLI risponde.

Il convegno, che ha visto la partecipazione di numerose Pro Loco campane, è stato inoltre arricchito dalle testimonianze di tre diverse e positive esperienze di gestione del patrimonio culturale da parte delle Pro Loco.

La Pro Loco di Buccino (Salerno), per il tramite del presidente Marcello Nardiello, ha presentato il lavoro svolto nella gestione del Museo Archeologico dell’Antica Volcei; la Pro Loco di Civitavecchia invece ha  portato l’esperienza di fruibilità implementata nelle Terme Taurine, illustrata  dal presidente Maria Cristina Ciaffi; la Pro Loco di Grumento (Potenza)  invece ambisce a farsi carico di un progetto di salvaguardia e sviluppo del patrimonio archeologico della Val d’Agri, iniziativa spiegata dal presidente Lucio Delfino.

Il convegno d’ stato concluso dai saluti finali del presidente della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, Ugo Picarelli, del sindaco di Paestum, Francesco Palumbo, e del senatore Alfonso Andria.

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