Il 1 maggio a Cocullo per la festa di San Domenico


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Foto di Daniele Risio (coculloproloco.it)

Il piccolo paese di Cocullo (AQ), un borgo abitato da circa trecento persone, è al centro di una interessante attività di sperimentazione, il cui obiettivo è portare nel futuro un’espressione molto particolare del variegato patrimonio culturale immateriale italiano. Una rete di associazioni e di esperti è infatti al lavoro per la salvaguardia di uno dei riti più suggestivi d’Abruzzo e d’Italia: la festa di San Domenico e il rito dei Serpari. Il 1 maggio a Cocullo si rinnova un evento molto particolare in cui si incontrano sacro e profano, che attrae ogni anno circa 15 mila visitatori, con una grande diffusione mediatica che va oltre i confini nazionali. I principali protagonisti di questa rete sono naturalmente i “serpari” che con la loro conoscenza del territorio, dell’ambiente e dei luoghi di cattura dei serpenti rappresentano coloro che concretamente sono in grado di tramandare queste conoscenze, e renderne possibile la trasmissione alle future generazioni.

Molte le realtà che stanno lavorando in sinergia affinché possa arrivare anche un riconoscimento dall’UNESCO, con l’obiettivo di accendere i riflettori sul trend negativo di spopolamento che colpisce non solo Cocullo ma anche migliaia di altri piccoli  comuni italiani, penalizzati dalle maggiori opportunità offerte dai grandi centri. Un’Italia spesso definita “minore” ma che ha tanto da offrire in termini di qualità della vita e di turismo sostenibile legato non solo alle caratterisitiche ambientali ma alle esperienze vissute che si esprimono nei tratti del patrimonio culturale immateriale del territorio. Il Comune, la Pro Loco e l’associazione culturale Alfonso di Nola di Cocullo sono i promotori di una rete fondata con il supporto delle associazioni nazionali SIMBDEA e UNPLI, ONG accreditate presso il Comitato intergovernativo UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.

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Foto di Franz Gustincich (coculloproloco.it)

A questa rete hanno aderito altri comuni, enti e associazioni di diversa natura, ognuno con il suo apporto specifico: il Parco Nazionale Abruzzo Lazio e Molise che autorizza la cattura dei Cervoni (specie protette di serpenti), grazie ad un progetto di salvaguardia della Specie; i Comuni della valle del Sagittario e Peligna; la rete interregionale dei Comuni della devozione a San Domenico; il Circolo Gianni Bosio di Roma; l’UNPLI Abruzzo; l’Università di Chieti – Pescara e l’Università di Roma la Sapienza; il Ministero di Beni, Attività culturali e del Turismo. La festa sarà preceduta da un convegno, sabato 30 aprile alle ore 16, con tutti gli attori interessati al progetto e alla presenza dei rappresentati delle tre Regioni coinvolte nella costruzione di questa rete (Abruzzo, Molise, Lazio).

Appuntamento dunque a Cocullo per il 1 maggio consapevoli del fatto che, ispirandosi ai valori della Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, questa percorso lascerà delle tracce importanti sul territorio, in termini di consapevolezza dei propri mezzi, tradizioni culturali, capacità a investire energie in un progetto di rinascita dei territori di montagna.

Per maggiori informazioni su come visitare Cocullo: coculloproloco.it. La Festa di San Domenico Abate sarà trasmessa in diretta streaming sul sito www.witel.tv a partire dalle ore 10:30 del giorno Domenica 1 Maggio 2016, nonché su laQtv sui canali 88 e 810 del digitale terrestre (in diretta o in differita).

Comunicato stampa a cura di UNPLI e SIMBDEA – ufficiostampa@unpli.info

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