Il Vulture e i Castelli di Federico II


di Valeria Giordano

L’itinerario proposto nasce dal bisogno di far nascere il piacere di scoprire i beni di cui questa terra non è avara. Si tratta di conoscenze storiche, di doni paesaggistici ineguagliabili, di beni autentici che possono suscitare stupore e generare emozioni forti. Il percorso attraversa da nord a sud la zona del Vulture, un monte ammantato da una fitta e rigogliosa vegetazione di latifoglie e ricco di sorgenti di pregiate acque minerali già cantate dal poeta Orazio.
La partenza è a Melfi, centro dalle origini molto antiche, risalenti al Neolitico. Le mura normanne, intervallate da torrioni di avvistamento, circondano interamente il centro storico estendendosi per oltre quattro chilometri. Costituiscono un complesso monumentale di grande suggestione, unico in tutto il meridione. Pregevoli i tesori fra cui la splendida cattedrale, il castello che fu la dimora estiva di Federico II, le chiese rupestri.
Nelle vicinanze si trova il comune di Barile ove risiede una comunità albanese che da oltre cinque secoli conserva l’uso della lingua arbëreshë e la consapevolezza della propria identità etnica. Il centro storico è ricco di archi e portali, strade lastricate in pietra e vicoli caratteristici. Suggestive le cantine dello “Sheshë”, un complesso collinare costituito da un insieme di grotte scavate nel tufo lavico (da sempre utilizzate per conservare l’ottimo vino Aglianico DOC) che fecero da sfondo alle scene de “Il Vangelo secondo Matteo” di Pasolini.
Alle falde del Vulture si estende Rionero, vivace cittadina, patria del meridionalista Giustino Fortunato, oggi nota per i suoi vini e spumanti, davvero pregiati, nonché per le rinomate acque minerali da tavola. Classificato fra i vulcani del tipo “a caldera”, il Vulture presenta nella parte interna un cono minore con due crateri oggi occupati dai mirabili laghi di Monticchio. Luogo romantico, è reso attraente dall’abbazia di S. Michele. Nei primi due piani dell’abbazia è allestito il Museo di storia naturale del Vulture – Monticchio che descrive i molteplici ecosistemi dell’area con uno spazio dedicato a un acquario con tutte le specie ittiche del lago e un altro alla Bramea, antichissima farfalla notturna, scoperta dal conte Federico Harting. La zona è grande produttrice di vini, fra cui l’ottimo Aglianico, di oli e di prodotti della distillazione.
Proseguendo verso sud-est si arriva nella meravigliosa Valle di Vitalba e nella piana di Iscalunga su cui si affaccia Filiano, luogo noto per la produzione di formaggio pecorino DOP, pregiato e ineguagliabile.
In una zona del comune sono stati portati alla luce pitture rupestri del periodo neolitico.
In posizione dominante sulla Valle di Vitalba si erge possente il maniero federiciano di Lagopesole con le sue quattro torri quadrate dove l’imperatore amava praticare l’arte della caccia con il falcone. In questo luogo incantato, la storia si fonde con una leggenda che carica di fascino le notti di luna piena del borgo. Si narra che la bella Elena d’Epiro vaghi per le sale del castello alla ricerca dei suoi amati figli e del marito Manfredi, figlio naturale dell’imperatore Federico II. Contemporaneamente, su un cavallo bianco Manfredi percorre il sottostante bosco e chiama la sua Elena.
I due erreranno per sempre ogni notte di luna piena senza mai incontrarsi.
Da Lagopesole si arriva ad Acerenza, uno dei borghi più belli d’Italia, la cui storia antichissima e intensa, che ha origine nel Paleolitico medio, è impressa nelle sue imponenti architetture. Adagiata su di una rupe, sorge questa splendida “città cattedrale”, così detta per l’imponente tempio, consacrato nel 1080 a Santa Maria Assunta e a San Canio. Dal belvedere “Torretta” si vede lo scenario stupendo dell’alta Valle del Bradano.

Le attrazioni del percorso

Il percorso tocca punti di notevole interesse storico, artistico, naturalistico, etnoantropologico. Il castello di Melfi ospita il Museo Archeologico Nazionale del Melfese che ricostruisce la storia del territorio dall’età protoclassica. Da visitare anche la cattedrale di Santa Maria Assunta, sede di concili papali, che fu fondata intorno al 1075 da Roberto il Guiscardo. Il campanile normanno fu costruito da Noslo de Remerio nel 1153. L’edificio fu quasi interamente rifatto nel XVIII sec. in stile barocco, tranne il campanile. Di interesse storico sono a Barile i palazzi gentilizi e la Fontana dello Steccato del 1713 con figure apotropaiche.
A Rionero, il Palazzo Fortunato ospita la Biblioteca Comunale con un polo museale punto di riferimento di studiosi e ricercatori del meridionalismo, una pinacoteca, l’archivio fotografico moderno, il Museo della Civiltà dell’Aglianico e il Museo multimediale del brigantaggio. Alle spalle di Rionero emerge il Monte Vulture con i due laghi di Monticchio e l’abbazia di San Michele Arcangelo. Spostandosi poi a Filiano, è interessante visitare le riserve antropologiche “Agromonte” e “I pisconi” con le pitture e incisioni rupestri del Neolitico, in località Tuppo dei Sassi.
Attraversando la splendida Valle di Vitalba, si nota Lagopesole, il cui Castello, accoglie la chiesa palatina con affreschi di santi risalenti al XIII secolo. Nel Quarto della Regina e nel Salone dell’Imperatore un percorso museale, composto da installazioni multimediali, trasporta il visitatore in una rappresentazione scenica in bilico tra realtà e fantasia che permette di conoscere la vita di corte che si svolgeva all’interno del castello all’epoca di Federico II.
Il percorso termina con la visita alla stupenda cattedrale di Acerenza in stile romanico-cluniacense, il cui gioiello è la Cripta Ferrillo, con affreschi parietali, decorazioni marmoree e bassorilievi.

Cosa mangiare

La conformazione geografica rende tutta la Basilicata e in particolare la zona del Vulture-melfese, una terra ricca di sapori e tradizioni culinarie che affonda le sue radici nella civiltà contadina, mantenendo la genuinità degli ingredienti e dei sapori.

Il terreno vulcanico consente una coltivazione di viti e ulivi di particolare pregio per la produzione del rinomato vino Aglianico DOC e dell’olio di oliva di qualità superiore ed è ricco di sorgenti di acque minerali note in tutta Italia per le loro qualità organolettiche.

Melfi mette in mostra il meglio di sè con “I Maccuarnar”, pasta preparata con un mattarello in metallo e condita con sugo di coniglio o maiale, il “Pane del pastore” e il “Cucinidd”, agnello con pancetta, salsiccia, pomodori, cardi e uova. Ma in autunno la regina della tavola è la “Varola”, la particolare castagna che ha un ruolo rilevante nella tradizione gastronomica melfitana.
A Rionero, spiccano tra i piatti tipici la zuppa di fave e cicoria, gli strascinati con la menta fresca, le lagane con i fagioli, la pignata di agnello con peperoni piccanti e vino rosso. E poi i biscotti dolci e salati, come gli scaldatelli, i pizzicannelli, le cartellate dolci con mandorle e scorze d’arancia.
La tradizione gastronomica di Barile più nota, il turista la scopre nell’evento “Tumact me Tulez” che prende il nome dal piatto tipico di origine arbereshe tramandato nei secoli: tagliatelle con mollica di pane fritta in un sugo di noci, alici e pomodoro, dal sapore unico.
Non bisogna mancare l’appuntamento a Filiano in agosto per “Lu Muzz’c - Giornata del mietitore”, quando lungo un percorso eno-gastronomico è possibile degustare le sette pietanze che il mietitore consumava dall’alba al tramonto: pasti a base di ortaggi, salsiccia, pecorino, uova, con abbondante vino Aglianico. Sempre a Filiano, il primo weekend di settembre, si svolge la “Sagra del Pecorino DOP”; il segreto del successo di questo formaggio è la materia prima: il latte di ottima qualità derivato da animali condotti al pascolo.
Ai piedi del castello di Lagopesole, nel comune di Avigliano, è d’obbligo assaporare strascinati, peperoni cruschi e piatti a base di baccalà. Proprio ad Avigliano, nel mese di agosto, si svolge la “Sagra del baccalà” divenuta ormai uno degli appuntamenti enogastronomici più importanti della regione. Cucinato in tanti modi, il baccalà è il piatto tradizionale aviglianese, vero e proprio patrimonio culturale, cui appartiene anche “Lu Mustazzuol”, tipico tarallo glassato con il naspro, considerato per decenni simbolo nuziale.
Chi si reca ad Acerenza, anche per visitare il “Parco rurale delle cantine”, ha l’opportunità di degustare “Ru Pan m’nesk”, semola di grano bollito nel vino cotto, farcito con scaglie di frutta secca, “I Sasanidd”, pasta fatta in casa e cotta nel mosto di uva nera dopo la vendemmia, la “Lagana chiappout”, tagliatelle farcite e “U Sfugliulat”, pasta sfoglia condita con olio, cannella, acciughe e uva passa.
Il tutto accompagnato dall’ottimo Aglianico prodotto in loco.

Dove rilassarsi

Un primo invito viene dalla strada dell’Aglianico, disegnata da vigne e filari, che dalla Campania giunge in Puglia toccando, tra le altre località lucane, Melfi, Barile, Rionero, Acerenza. Un viaggio da fare in estate quando i filari sono carichi di grappoli.
A Melfi il turista può intrattenersi in un polmone verde costituito dall’ampia villa comunale, una struttura con vasca provvista di ponte e zampilli, dotata di percorso ginnico, campi di bocce e di calcetto, parco giochi con ponti tibetani, scivoli, altalene anche per bambini disabili. Coloro che vogliono unire allenamento e relax possono usufruire anche dell’Area Sport di Barile, una grande struttura, dotata di palestra attrezzata, campo da calcio, sauna, bagno turco. Alle spalle di Rionero il complesso montuoso del Monte Vulture, un sontuoso contesto naturale, habitat favorevole a numerose specie animali, presenta all’interno del cratere dell’antico vulcano un territorio dal rigoglioso e ricco patrimonio boschivo di castagneti e cerri.
Circondati da questa vegetazione lussureggiante si trovano i due splendidi laghi di Monticchio, meta di turisti provenienti anche dalle regioni limitrofe, attratti dalla bellezza del luogo e dalle sue valenze naturalistiche e paesaggistiche, per trascorrere in assoluta tranquillità momenti del proprio tempo libero. Nel bosco di Montecaruso e nei pressi di Lagopesole emergono aree pic-nic, come la “Pietra del sale”, spazi per momenti di relax all’aria aperta, in una macchia ricca di piante officinali. Interessante anche la “Riserva Antropologica e Naturale Coste Castello” che comprende l’area intorno al maniero. Proseguendo verso Acerenza, uno dei borghi più belli d’Italia, in un ambiente naturale abitato dal nibbio reale e dallo sparviero, si trova un lago in cui è possibile pescare cavedani, barbi e carpe.

Tappa1: Il Castello di Melfi

Il castello di Melfi, edificato dai Normanni, poi ricostruito da Federico II, e la sua possente cinta muraria con torri dominano imponenti l’antico abitato. Il maniero fu sede della tesoreria e dell’archivio regio, nonché dimora estiva dell’imperatore svevo. Nel Salone delle Scodelle furono proclamate nel 1231 le Costituzioni Melfitane, il primo corpus legislativo di uno stato “moderno” in Europa. Di notevole valore architettonico, una finestra della Sala del trono, la bifora della Torre di Marcangione e il capitello del bastone intorno a cui si snoda la scala a chiocciola posta fra la torre delle Carceri e la torre Nord-Est.

Tappa 2: Le architetture sacre di Barile

Barile è un luogo ricco di splendide architetture sacre: la Chiesa Madre intitolata alla Madonna delle Grazie e quelle di Sant’Attanasio, San Rocco e San Nicola, il Santuario dedicato alla Madonna di Costantinopoli del XVII secolo, protettrice del paese, la Chiesa di Santa Maria del Carmine e la suggestiva Chiesa rupestre di San Leonardo, visibile lungo l’antico sentiero che collegava i comuni dell’alto Vulture. Il Venerdì Santo si svolge la Via Crucis, sacra rappresentazione che risale al 1600, dove giovani in costume sfilano per le vie del centro, interpretando i personaggi della Passione di Cristo.

Tappa 3: Museo del brigantaggio a Rionero

Dopo l’Unità d’Italia si sviluppò il brigantaggio con le gesta di Carmine Crocco e la sua banda di briganti, di cui è allestita la mostra permanente “La Parata dei Briganti” e il Museo virtuale sul brigantaggio, all’interno del complesso dell’Ex Grancia-Ex Carcere borbonico di Rionero, recuperato e restaurato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Basilicata e dal Comune di Rionero. Il percorso racconta uno dei periodi più travagliati della seconda metà dell’Ottocento: il visitatore grazie alle nuove tecnologie potrà immergersi in quella realtà e conoscere i più noti e rappresentativi briganti e brigantesse italiani.

Tappa 4: Riserve antropologiche a Filiano

Un sito di notevole interesse storico è la medioevale Acermontis, della quale sono ancora visibili i ruderi che permettono di individuare una chiesa, un fortilizio e le probabili mura. Le testimonianze più antiche di Agromonte risalgono al 9 giugno 1152. Il contesto naturalistico è singolare, così come il connubio tra flora e fauna. Di rilevante interesse archeologico le “pitture rupestri”, scoperte dal Prof. F. Ranaldi nel 1965: in località “Tuppo dei sassi” sulla parete di fondo di un riparo sotto uno sperone di roccia sono dipinte delle interessanti figure in ocra rossa. Uno studio più dettagliato attesta che il complesso pittorico è riferibile al Mesolitico.

Tappa 5: Il Castello di Lagopesole

Durante gli scavi condotti nel cortile minore sono stati ritrovati nel castello reperti unici nel loro genere, quali bassorilievi, ceramiche, bicchieri con scritte in arabo, flauti in osso, pedine da gioco, scacchi. I reperti, esposti nell’Antiquarium, allestito nel Quarto della Regina, raccontano la vita di corte a Castel Lagopesole in epoca medievale. Nel Salone dell’Imperatore sono incastonati nelle pareti splendidi capitelli, supremi esempi della scultura federiciana, raffiguranti la flora e la fauna locale dell’habitat naturale di tanti secoli fa.

Tappa 6: La Cattedrale di Acerenza

La Cattedrale di Acerenza, consacrata il 13 maggio 1080 all’Assunzione di Maria Vergine e a S. Canio, fu costruita su una precedente chiesa paleocristiana che, a sua volta, sorgeva su un tempio pagano dedicato ad Ercole Acheruntino. La cattedrale è nello stesso stile dell’abbazia francese di Cluny. All’interno è possibile ammirare statue settecentesche, opere e affreschi del XIII-IV sec. e la Cripta Ferillo, in puro stile rinascimentale. La facciata è ornata da un rosone sotto il quale si apre un elegante portale in pietra con decorazioni cristologiche che è sorvegliato da un pronao costituito da bassorilievi di leoni.

Il Percorso

Il percorso, lungo l’asse viario costituito dalla Strada statale 93, attraversa da nord a sud la splendida zona del Monte Vulture, toccando in ordine le città di Melfi, Barile, Rionero, Atella. Arrivati nella piana di Iscalunga occorre fare una deviazione per raggiungere Filiano. Si torna quindi sulla statale per arrivare a Lagopesole, dove, dal castello, è possibile ammirare la Valle di Vitalba e sullo sfondo il maestoso Monte Vulture. Da qui si prosegue fino allo splendido borgo di Acerenza, che domina la valle del fiume Bradano.

Attrezzatura

Il percorso copre un dislivello che va dai 512 metri s.l.m. della Valle di Vitalba agli 883 metri di Acerenza. Si consiglia di utilizzare un abbigliamento comodo e di vestirsi a strati poichè in alcune stagioni il tempo è mutevole, con notevole escursione termica tra il giorno e la notte. Durante l’estate il clima è mite e godibile e le temperature abbastanza alte, mentre nella stagione invernale è utile coprirsi bene, magari munendosi di giacca a vento e guanti.

Come muoversi in Auto

Da Melfi prendere la SS 658 per Barile, imboccare la SS 93 direzione Rionero, proseguire sulla SS 93, dopo Atella deviare seguendo le indicazioni per Filiano, riprendere la SS 93 fino a Lagopesole, prendere la SS 658 direzione Potenza, uscita S. Giorgio, seguire le indicazioni per Acerenza.

In bici

Il percorso non è provvisto di piste ciclabili, ma esistono numerose strade secondarie relativamente sicure per i ciclisti. Si raccomanda comunque di prestare attenzione.
Da Melfi prendere la SS 303 per Rapolla, imboccare la SS 93 direzione Barile, poi Rionero, quindi Atella, deviare seguendo le indicazioni per Filiano, riprendere la SS 93 fino a Lagopesole, proseguire sempre sulla SS 93 fino a S. Giorgio, seguire le indicazioni per Acerenza.

In Pullman

Sono presenti bus di linea che percorrono l’intero itinerario. Per informazioni sugli orari, consultare il sito www.cotrab.it.

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