Atmosfere d’altri tempi al Castello Bevilacqua


di Valentina Carlessi

Castello Bevilacqua si vede già da lontano, percorrendo le tante strade che solcano la campagna veronese. Un maniero che si presenta con quattro torri merlate completamente integre unite una all’altra da una possente cinta muraria medievale. Un edificio maestoso che risale al XIV secolo e sorge esattamente a cinquanta chilometri dalle città di Verona, Vicenza, Padova, Rovigo e Mantova.
Una fortezza che profuma di storia della quale si ha notizia già dal 1336 quando venne costruita per conto degli Scaligeri per difendersi dalle minacce delle due, allora più potenti, Signorie: gli Estensi e i Carraresi. Oggi aperto al pubblico grazie alle numerose attività del Consorzio della Pro Loco Bassa Veronese, è un luogo che conserva la memoria di tutti gli eventi successi all’interno della fortezza, dalle battaglie alle feste nobiliari e ancora combattimenti tra sovrani, epidemie e, come ogni castello che si rispetti, misteri.
Non si può che partire da alcune vicende accadute nei secoli per comprendere le iniziative che animano la fortezza durante tutto l’anno. Attività che riportano i visitatori indietro nel tempo con figuranti in costume d’epoca capaci di ridare voce ad avvenimenti cortigiani e nobili vicende. Pensato fin dall’inizio come fortezza, il castello disponeva di avanzati sistemi difensivi. Bisognava udire il rumore delle catene che abbassavano il ponte levatoio per poter superare la prima cinta muraria e trovarsi davanti stalle, abitazioni di artigiani e contadini. Una volta attraversata la corte di servizio si giungeva davanti ad una seconda cinta muraria con fossato, aldilà della quale sorgeva l’imponente Castello Bevilacqua.
La fortezza registrò nei secoli numerosi attacchi e continue ricostruzioni, il più pesante nel 1848 quando l’esercito austriaco appiccò il fuoco procurando danni enormi. Il castello fu restaurato a più riprese dalla Contessa Felicita Bevilacqua assieme al marito, il Generale Giuseppe La Masa, per poi essere ceduto all’omonima Fondazione dopo la morte dei nobili.
Divenne un asilo di quiete per anziani e bisognosi ed ospitò durante il periodo bellico le truppe tedesche per diventare, fino al 1966, collegio salesiano. Restaurato nel 1990 per merito della nuova famiglia proprietaria oggi il castello rivive in tutto il suo splendore e si distingue grazie ad una fitta rete di eventi.
La fortezza nasconde uno dei giardini pensili più grandi d’Europa, il secondo per estensione, che circonda il castello su tre lati. Dimorano nel giardino piante secolari e pozzi cinquecenteschi, pregevoli opere di ingegneria idraulica che consentivano di portare l’acqua ad oltre sei metri di altezza. Geniali inoltre i canali di drenaggio scoperti durante gli ultimi lavori di manutenzione, corridoi che all’occorrenza fungevano da vie di fuga segrete. Per anni infatti attorno al castello alleggiava la leggenda dei cunicoli segreti che per centinaia di metri si allontanavano dalle mura e dal centro abitato per sbucare in aperta campagna. Portati alla luce solo recentemente, i due i passaggi segreti rivelano percorsi comodi e strategici che permettevano di allontanarsi dal castello in modo rapido sfociando nei pressi del cimitero di Minerbe posto a quasi cinque chilometri dalla fortezza.
Lungo l’elenco dei tesori conservati tra le sale nobili del castello: affreschi, opere d’arte, sculture, antichi arredi, armature, troni gotici rivestiti in oro zecchino, collezioni di olii su tela del pittore Saccardo e arredi d’epoca sono solo alcuni degli elementi che compongono le sfarzose sale. Ancora intatte alcune delle sale più antiche come la cucina e la cantina. Ben conservato Il Salone Rosa, anticamente affrescato ed adibito a sala da pranzo e dove, sopra alle porte, è collocato lo stemma della famiglia Bevilacqua: un’ala dentro ad uno scudo sorretto da due cani e sormontato da una corona. Tante infine le sale che la famiglia Bevilacqua dedicò alle discipline artistiche come gli affreschi, la musica, la poesia e non poteva di certo mancare il Salone delle Feste, dove intrattenere ospiti e amici.
Con una cornice così preziosa, il Consorzio Pro Loco Bassa Veronese, ha dato luce ad una serie di attività che orbitano attorno al castello e favoriscono la conoscenza delle vicende che nei secoli hanno attraversato la fortezza.
Visite guidate e laboratori didattici vengono proposti durante tutto l’anno, con la possibilità di prenotare tour anche per comitive turistiche e gite scolastiche.
È inoltre possibile visitare il castello con un percorso interattivo che coinvolge figuranti in costumi d’epoca. Un’esperienza tutta da vivere dove i visitatori vengono divisi a gruppi e accolti con una degustazione di prodotti tipici, come riso e buon vino delle cantine veronesi. Ogni gruppo è successivamente accompagnato da una guida in costume che inizia raccontando la storia del castello e le varie vicissitudini dei suoi abitanti. Nel percorso prendono voce Felicita Bevilacqua, Alessandro Bevilacqua e la moglie, le cortigiane, l’architetto Michele Sanmicheli, il pittore Saccardo, frati e streghe che, posizionati in varie stanze del castello e vestiti con abiti di scena raccontano ai vari gruppi la loro storia.
Imperdibili inoltre gli appuntamenti che compongono il cartellone Veneto: Spettacoli di Mistero, progetto realizzato dal coordinamento Unpli regionale con la collaborazione della Regione Veneto. Una rassegna che tocca tutte le province e che a Verona si tiene proprio nella fortezza scaligera. In questa occasione le Pro Loco riportano in vita le storie, i racconti di un tempo e gli aspetti più nascosti dell’incredibile eredità della tradizione veneta. Come di consueto, anche per il 2017, la rassegna partirà l’ultimo weekend di ottobre e terminerà il primo di dicembre, una manifestazione che richiama da tutte le province centinaia di spettatori che hanno l’occasione di poter conoscere attraverso un linguaggio adatto a tutti i misteri e le antiche storie della tradizione.
Tanti gli appuntamenti pensati anche per i più piccoli. Ad aprile nel castello si tiene la consueta Grande festa medievale un momento dove poter diventare castellano per un giorno e provare l’emozione di tirare con l’arco, scrivere come gli amanuensi e vivere lo stupore di una battaglia tra cavalieri. Ricreati sempre in questa occasione accampamenti medievali, villaggi, mercati e lavorazioni artigiane del tempo. A fare da cornice alla manifestazione un pranzo medievale, sempre organizzato dalle Pro Loco, che permette di riscoprire sapori e usanze della tradizione.
Tra le altre attività pensate dal Consorzio Pro Loco Basso Veronese anche una serie di Incontri con l’autore al Castello di Bevilacqua dove la cultura letteraria è la vera protagonista della rassegna. Un programma ad ingresso libero che si tiene durante le domeniche autunnali e vede romanzi e racconti analizzati e interpretati dagli stessi scrittori.
Il Consorzio ha inoltre pensato ad una serie di percorsi che permettono di visitare le numerose fortezze che sorgono a pochi chilometri di distanza dal Castello Bevilacqua. Partendo da Nogarola Rocca, l’itinerario in giro per castelli, passa per le due torri di Salizzole, il Castello scaligero di Sanguinetto per arrivare alla fortezza di Bevilacqua, che sorge nelle vicinanze di Montagnana. Un piccolo paese attorniato da una cinta muraria lunga 1950 metri difesa da 24 torri ancora ben conservate. Un itinerario che può proseguire nei vicini castelli di: Zevio, Illasi, Soave e Villafranca Veronese. Altri percorsi permettono di visitare oasi naturalistiche, risaie, strutture medievali, rinascimentali e le grandi ville veronesi. Un patrimonio inestimabile messo in luce dai tanti volontari ed appassionati di storia locale che offrono ai visitatori esperienze tutte da vivere.
Un itinerario che può proseguire nei vicini castelli di: Zevio, Illasi, Soave e Villafranca Veronese. Altri percorsi permettono di visitare oasi naturalistiche, risaie, strutture medievali, rinascimentali e le grandi ville veronesi. Un patrimonio inestimabile messo in luce dai tanti volontari ed appassionati di storia locale che offrono ai visitatori esperienze tutte da vivere.

 

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