Sila, un pezzo di Alpi nel profondo Sud


di Gianluca Bevacqua e Roberto Messina

Sila, un pezzo di Alpi nel profondo Sud
di Gianluca Bevacqua e Roberto Messina
Sono almeno 12 mila anni, sin dal Neolitico, che la Sila conquista con il suo fascino. Datano già all’epoca, infatti, le prime tracce di abitazione continuativa. E del resto, come potrebbe essere altrimenti? Un altopiano che si eleva fino a quasi 2 mila metri, giusto al centro del Mediterraneo, con la sua luce particolarissima, magica, indimenticabile. Un pezzo di Alpi (tecnicamente: una batolite) che per peripezie geologiche ha finito dopo milioni di anni per trovarsi incastrato nel profondo Sud, in mezzo alla catena appenninica.
Con una copertura boschiva di oltre l’80% (“Sila” deriva del resto da silva, ed è tutt’oggi soprannominata “Gran Bosco d’Italia”), le sue caratteristiche geologiche e geografiche determinano una serie di paesaggi unici a livello sicuramente europeo, se non mondiale. I suoi alberi sono stati sfruttati per millenni per la costruzione di navi, case, chiese, sin dai tempi della Magna Grecia, se non da prima ancora.
La specie arborea forse più nota è il Pino nero di Calabria, che cresce altissimo e fitto in queste foreste e in pochissimi altri luoghi del mondo. Con i suoi tronchi è stato costruito anche uno degli altari che si trova a San Pietro in Vaticano. A far compagnia al pino, a seconda dell’esposizione dei vari versanti montuosi, troviamo anche faggi, abeti bianchi, querce, castagni, aceri, tigli. Sotto la copertura boschiva, si muovono furtivi lupi, cinghiali, volpi, tassi, lontre, cervi, caprioli, perfino il gatto selvatico; infine gli scoiattoli, tra i quali la specie endemica di questi luoghi, nera con il petto bianco, chiamata volgarmente “zaccanella”, si arrampicano lungo i tanti tronchi, accompagnati dal ritmico martellare dei picchi, cercando di evitare lo sguardo attento di poiane, astori, sparvieri, falchi pellegrini e nibbi reali.
La distesa dei boschi è interrotta dai tre maggiori invasi artificiali: i Laghi Cecita, Arvo ed Ampollino, oltre che da altri specchi d’acqua di minore estensione, ma ugualmente di grande bellezza, come i Laghi Ariamacìna, sede anche di un’oasi naturalistica, e Passante. A proteggere questo splendido altopiano ci pensa l’Ente Parco Nazionale della Sila, che nella sua giovane vita (è stato creato solo nel 2002) ha già ottenuto risultati importantissimi, come il riconoscimento di questi luoghi quali “Riserva della Biosfera UNESCO” nell’ambito del programma MaB “Man and the Biosphere”, oltre ad aver appena rilanciato la campagna per far riconoscere la Sila come “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Le attrazioni del percorso
Sono veramente tante le attività che è possibile svolgere in Sila: dallo sci, sia di fondo che di discesa, al trekking; dal canottaggio allo sleddog; dalla mountain bike all’equitazione; passando per le visite ai centri storici dei comuni del comprensorio ai maestri artigiani che ancora portano avanti antiche tradizioni orafe, tessili e di tanti altri generi, senza dimenticare i Centri Visita “Garcea” e “Cupone” o i Musei del Parco. Per finire con le numerose aree di interesse storico o archeologico, l’agricoltura, l’enogastronomia, la cultura, la biodiversità, l’energia rinnovabile, la mobilità sostenibile, l’accessibilità e tante altre attività di un territorio, quello ricompreso nella Riserva Unesco Area “MaB Sila”, che va dai 1928 metri di Botte Donato sino al livello del mare, per complessivi 326 mila ettari e 324 mila abitanti. Il Parco Nazionale ha dotato i due Centri Visita di “Cupone” e “Garcea” di due mezzi per il trasporto di persone con capacità motoria ridotta. Le carrozzelle “Joelette”, infatti, consentono il trasporto di una persona, con l’ausilio di due accompagnatori, per i sentieri del parco rendendo possibile a tutti di vivere la natura.
Mentre il Centro Visita Cupone, nato dall’adattamento degli spazi intorno a una segheria demaniale e dei plessi accessori, oggi è un centro di educazione ambientale con sentieri naturalistici, osservatori faunistici, museo, giardino geologico e un orto botanico, accessibile sia ai non vedenti con pannelli e file audio mp3 esplicativi delle varie essenze, che alle persone con problemi motori.

Cosa mangiare
La patata IGP è sicuramente la regina della cucina dell’altopiano e viene declinata in mille modi differenti. Ancora ortaggi, legumi, olive e l’immancabile peperoncino, saltati in padella, con olio d’oliva calabrese mantecato talvolta con mollica sbriciolata e formaggio pecorino. A fare loro buona compagnia nel piatto ci sono i funghi: porcini, rositi, gallinacci, latteruoli, mazze di tamburo o anche i più ‘umili’ vavusi che vi conquisteranno una volta preparati secondo le ricette tramandate per generazioni in queste lande. E poi i castagni e le castagne. Gli abitanti dell’altopiano, riscaldati dal suo legno e sfamati dal suo frutto, ne hanno incrementato la coltivazione curandola e migliorandola. Da non perdere i salumi di suino nero calabrese, caciocavallo silano, mozzarelle, ricotta e pecorino. Senza contare le produzioni particolari nate o rilanciate negli ultimi anni, come i formaggi alla canapa, o la carne di vacca podolica, una vera prelibatezza all’altezza, decisamente, della più celebrata e promozionata chianina.

 

Dove rilassarsi

Il resort turistico di Camigliatello Silano offre un’esperienza adatta a chi desidera fare shopping o passare una serata fuori, visto il notevole numero di negozi di specialità tipiche o di altro genere e di ristoranti e pub. Una destinazione molto gettonata anche in vista dei suoi impianti di risalita, appena fuori dall’abitato, che in pochi minuti portano fino ai 1.768 metri del Monte Curcio. Nelle sue vicinanze si trovano, poi, il Centro Visite ‘Cupone’ e il lago Cecita. Per un pomeriggio di relax a contatto con la natura è d’obbligo una visita ad Arboreto Sbanditi, che ospita tutte le specie arboree dell’altopiano e alcune uniche in Europa. Anticamente faceva parte di un’area piuttosto vasta, caratterizzata da molte centinaia di ettari di pini e faggi; una terra comune, dove gli abitanti di Cosenza e dei Casali potevano esercitare gli usi civici.
Da non perdere la Bat-House e il laghetto, dotato di camera subacquea, attraverso cui si potranno osservare le dinamiche delle comunità animali presenti: pipistrelli, tritoni e libellule.

1. Rossano
Da vedere il Monastero di Santa Maria del Patirion, fondato da monaci basiliani in fuga dall’Impero Bizantino a seguito della deriva iconoclasta, affacciato su Rossano e sul litorale dello Jonio; il centro storico di Rossano e il Museo del Codex. Qui è esposto il Codex Purpureus Rossanensis, un manoscritto del Nuovo Testamento, dal formato di 200 x 307 mm, in pergamena colore porpora (da qui il nome “Purpureus”), di straordinario interesse dal punto di vista sia biblico e religioso, sia artistico, paleografico e storico, sia documentario.

2. Camigliatello Silano
Trainato da una antica locomotiva a vapore, il treno della Sila svolge ancora servizio partendo da Moccone, vicino Camigliatello, e giungendo a San Nicola, una delle stazioni più alte d’Europa ad oltre 1400 metri di quota. Viaggiare su una locomotiva a vapore, in carrozze restaurate in stile anni Venti con il ritmo cadenzato delle traversine di legno, ammirando il paesaggio silano è un’esperienza unica.
Per informazioni e prenotazioni:
www.trenodellasila.it

3. Giganti della Sila
In località Fallistro, i Giganti sono alberi di pino e acero plurisecolari, una testimonianza vivente dell’antica Sila e unico bene FAI (Fondo Ambiente Italiano) in Calabria. Ogni albero secolare è stato catalogato dal Corpo Forestale dello Stato e le sue caratteristiche sono evidenziate in specifiche tabelle in prossimità di ciascun esemplare. Oltre al pino laricio sono presenti anche meli selvatici, faggi, castagni, pioppi tremuli e aceri montani, di cui sette, situati ai margini della Riserva, sono centenari.
Info utili:
www.igigantidellasila.it

4. Lorica
Lorica si sviluppa lungo le sponde dello splendido Lago Arvo, incastonato fra le due più alte vette dell’altipiano silano, ovvero Botte Donato da una parte e Montenero dall’altro. La sua vocazione è verso forme di turismo più attente al relax o alla pratica sportiva, che si tratti di andare in mountain bike, a cavallo o di partire per un trekking lungo uno dei tantissimi sentieri ben segnalati che la circondano, tra cui ben due sezioni del Sentiero Italia.

5. San Giovanni in Fiore
Nel cuore dello splendido Parco Nazionale della Sila si trova uno dei borghi più affascinanti della Calabria, con il suo lastricato centro storico dalle origini antichissime. Il centro è legato alla figura del monaco esegèta del XII secolo, Gioacchino da Fiore. La medievale Abbazia Florense, fondata nel XIII secolo, è assolutamente imperdibile. La facciata è interamente costruita in pietra secondo il pensiero di semplicità e la purezza di Gioacchino da Fiore.

6. Taverna
Il paese natale di Mattia Preti, tra i massimi pittori del suo tempo, conserva moltissime sue opere. E fino al 16 novembre prossimo, ospita in una mostra-confronto anche molte tele del Guercino, il suo maestro. La leggenda narra che Taverna, anticamente chiamata Trischene, fu fondata ai tempi della dominazione greca in Calabria, quando Astiochema, Medicastena e Attila, le tre sorelle di Priamo,sopravvissute alla distruzione di Troia, approdarono a Uria e vi edificarono la città.

IL PERCORSO
Con una copertura boschiva di oltre l’80%, la Sila presenta una serie di paesaggi unici. L’itinerario inizia a Rossano per concludersi a Taverna. A Moccone, vicino Camiglianello Silano, lasciata l’auto, è possibile salire sull’antica locomotiva a vapore ed arrivare fino a San Nicola, una delle stazioni più alte d’Europa ad oltre 1.400 metri di quota. Un’esperienza da non perdere assolutamente per vivere emozioni senza tempo.

ATTREZZATURA
Il percorso è di circa 240 chilometri (andata e ritorno). È consigliabile un abbigliamento pratico, sportivo e consono alla stagione. Nei mesi estivi è opportuno vestirsi a strati, con scarpe da trekking o da ginnastica sempre a portata di mano, per non perdersi una passeggiata tra sentieri naturalistici e recinti faunistici.
Se si utilizza mountain bike si consiglia abbigliamento specifico.

COME MUOVERSI
In Auto
La posizione di centralità del Parco Nazionale della Sila lo rende facilmente raggiungibile in automobile sia che si provenga dall’area ionica percorrendo la S.S. 106, che tirrenica sulla S.S. 18.

In Treno
Le stazioni di Paola, Lamezia Terme, Catanzaro e Crotone risultano i gangli principali dai quali successivamente ripartire per la Sila, in auto.

In Pullman
Gli autobus di linea, privati o gestiti dalle Ferrovie della Calabria, diventano un supporto quasi ovvio ai quali ricorrere per completare le percorrenze fino alle destinazioni prescelte. Durante il periodo estivo, dal litorale ionico con quotidianità, ma anche da quello tirrenico, si inerpicano su in Sila.

INFO VISITE
Ente Parco Nazionale della Sila
Via Nazionale sn - 87055 Lorica di San Giovanni in Fiore (Cs)
Tel. +39 0984 53 71 09
Mobile +39 342 633 7797

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