Consorzi di Pro Loco


Cos’è un Consorzio di Pro Loco? E’ un insieme di Pro Loco (l’ideale è 12/15) che per  affinità di territorio, di prodotti, di dialetto,  di area geografica, di vicinato, di interessi specifici, in una parola TERRITORI OMOGENEI, decidono di formare un Ente che li rappresenti e sviluppi queste istanze che li identificano, lasciando nel contempo alle Pro Loco la loro solita attività comunale.
Qualche Regione li identifica come “Bacini” o “Raggruppamenti” o “Comprensori” . L’Unpli Nazionale li chiama CONSORZI di PRO LOCO e ha adottato uno Statuto Nazionale Tipo, con cui fin da subito si può optare per la scelta fiscale con la 398 oppure essere riconosciuti APS con la 383, o diventare OLP.
Territorio Omogeneo è la base di partenza: infatti è da identificare secondo l’art.4 dello statuto, così come sono da identificare i Comuni che ne fanno o potranno farne parte.
Il Consorzio viene costituito tramite un atto pubblico da un notaio.
C’è una Assemblea dei Soci (2 componenti eletti da ogni singola Pro Loco) . C’è un Consiglio Direttivo (1 componente per Pro Loco scelto tra i due facenti parte dell’Assemblea) c’è un Presidente e un Vice-Presidente, eletti all’interno del Consiglio Direttivo.
Certo se tutto fosse così semplice non ci sarebbe bisogno di perderci più di tanto tempo.
Ma, conoscendo le nostre Pro Loco, gelose della loro autonomia, sappiamo che appena si scende nei particolari e dettagli suonano campanelli d’allarme.
Certo la nostra Organizzazione è ben strutturata, ci sono già la Giunta Nazionale, il Consiglio Nazionale, i Comitati Regionali, i Comitati Provinciali… che bisogno c’è di un’ulteriore cappello in testa ai Presidenti di Pro Loco?

Il Consorzio NON deve mai diventare un cappello di un Presidente, ma un aiuto fattivo e collaborativo per tutti i presidenti soci che raggruppa.
Quante e quante volte nel raggio di pochi chilometri due o più Pro Loco organizzano eventi e manifestazioni in concorrenza tra di loro, con il solo risultato di suddividere in gruppi minoritari i potenziali visitatori e fruitori di quelle belle giornate, limitando quegli introiti così necessari alla sopravvivenza quotidiana?
Quante volte gli eventuali e ridotti finanziamenti e/o sponsorizzazioni sono così parcellizzati tra le singole Pro Loco da risultare quasi inesistenti e cosa dire dei “pacchi” di permessi ed autorizzazioni oramai indispensabili per qualsiasi manifestazione?
Quante discussioni ed inutili contrapposizioni con le amministrazioni pubbliche o private per prese di posizione personale, politica o di principio! 
Quanti bandi di concorso provinciali, regionali, comunitari, rimangono inutilizzati o peggio sconosciuti per mancanza di tempo o di conoscenza e non vengono sfruttati a favore di quel volontariato che ancora si regge sulla buona volontà e sul tempo sottratto ad amici, lavoro e famiglia.
Si potrebbe continuare per molto ancora, ma lo scopo era solo quello di dare alcuni esempi per potere  rendere meglio l’idea di ciò che il Consorzio, una volta costituito, può realmente fare all’interno della sua area geografica.
Un buon ufficio consortile, al cui interno si alternano volontari e sopratutto ragazzi del Servizio Civile (la maggior parte delle Pro Loco non sono ancora pronte, attrezzate ed accreditate per richiedere il Servizio Civile) sarà in grado di gestire un calendario manifestazioni senza sovrapposizioni, o con eccezioni ben precise, perché discusse all’interno delle periodiche riunioni con i Presidenti soci.
Un buon ufficio consortile e segreteria potrà poi dare i tanti altri Servizi che tutte le nostre Pro Loco solitamente ci chiedono.
L’ufficio consortile sarà sempre aggiornato sui vari bandi di concorso per eventuali finanziamenti ed in grado di preparare o consigliare quali documenti necessitano seguendone poi l’iter burocratico e sollecitando risposte. Senza contare che il Consorzio potrà direttamente partecipare ai bandi Gal e Ue, aiutato dagli Uffici Progettazione Unpli, sia Nazionali che Regionali.
Eventuali conflitti con le amministrazioni comunali possono essere più agevolmente risolte con il Presidente del Consorzio che può mediare tra Comune e Pro Loco.
In assoluto l’utilizzo più importante delle risorse consortili sarà per la promozione dell’intero territorio, la scoperta dei siti turistici, delle tradizioni culturali ed enogastronomiche sconosciute al grande pubblico che si muove sugli assi turistici importanti ed economicamente più redditizi.
I posti nascosti, i prodotti dal sapore antico dei piccoli paesi sedi di Pro Loco che mai da soli riuscirebbero a far conoscere e pubblicizzare con inserti giornalistici o depliant informativi che solo il Consorzio può prendersi in carico ed allargare il fronte di conoscenza.
Naturalmente le poche cose qui dette scateneranno una serie di domande immediate sopratutto riguardo alle risorse economiche ed organizzative, ma questo/i sono argomenti da trattare con apposite riunioni a tema per evitare inutili discussioni e sopratutto forzature ideologiche provenienti da  decenni di attività e consuetudini considerate intoccabili.
I Consorzi non sono una invenzione attuale: li ha concepiti 30 anni fa il compianto Presidente avv. Michele Benetazzo in Veneto, in tempi dove l’aggregazione  non era così strategica come lo è ora. Grazie al mutare dei tempi, ai finanziamenti UE che solo essi possono catturare, alle nuove leggi che aboliscono le Province, ora essi assurgono e rappresentano un formidabile mezzo per le istanze finali di un Piccolo Territorio Omogeneo.

 

Scarica lo Statuto Tipo di un Consorzio di Pro Loco

Condividi questa notizia