ITINERARI DA SCOPRIRE: Il Cammino di San Bartolomeo


Il Cammino di San Bartolomeo è un percorso di 100 chilometri che si snoda tra Toscana ed Emilia Romagna lungo i sentieri dell’Appennino Tosco Emiliano, congiungendo l’antico borgo di Fiumalbo (MO) con la città di Pistoia.
Nasce da un’idea di Pietro Bresci di Rivoreta, già professore nelle scuole dell’Appennino pistoiese e studioso di storia locale, a conferma del rinnovato interesse per i cammini religiosi e unisce i luoghi di culto legati alla celebrazione di San Bartolomeo.
Questa celebrazione è storicamente sentita, nel Cinquecento a Cutigliano si scriveva: […] et questa festa di San Bartolomeo, che è la principale di questa terra, si è fatta così allegra quanto si possa desiderare. È durata quattro giorni, dove né dì né notte mai si è fatto altro che ballare, ché havevamo in palazzo nove pifferi che mettevano a romore ciò che ci era: et si finiva a mezzanotte, et spesso sino al dì. […]. (Da una lettera di Girolamo Roffia all’amico Andrea Degli Agli, datata 29 agosto 1553. Biblioteca Ricciardiana Firenze, ms. 2240, c.55v), mentre a Fiumalbo nella vigilia del giorno del Santo, il paesino si accende di tremolanti fiammelle, secondo l’antica tradizione della luminaria. A Pistoia le celebrazioni del Santo protettore dei bambini animano la città e ai fanciulli vengono messe al collo le corone di biscotti di pasta frolla chiamati “pippi”. Il suono della campana del Pratum Episcopi di Spedaletto, l’ospitale dedicato a San Bartolomeo, rinnova il ricordo di un tempo antico nel quale i rintocchi risuonavano per tutta la notte, guidando pellegrini e viandanti sulle antiche strade di valico appenninico.
Il progetto originale, promosso dal Gruppo di Studi Alta Val di Lima si articola, nel tratto transappenninico, in 5 tappe, da Fiumalbo a Pistoia, attraverso Cutigliano e Spedaletto, con due varianti nel tratto centrale (via San Marcello o via Piteglio). È un sentiero percorribile a piedi e permette di scoprire le bellezze delle alte valli dello Scoltenna, della Lima, del Reno e dell’Ombrone, attraversando i comuni di Fiumalbo, Abetone, Cutigliano, San Marcello, Piteglio e Pistoia.
Il progetto, patrocinato da comuni attraversati, dalla provincia di Pistoia e dalla Regione Toscana, sta per essere inserito nell’Atlante dei Cammini d’Italia.

LE ATTRAZIONI DEL PERCORSO
Il passato della montagna pistoiese è caratterizzato dalla forte integrazione tra il territorio ed i suoi abitanti, che per secoli hanno trovato fonte di sostentamento sfruttando il freddo per la produzione del ghiaccio, l’energia idraulica per la lavorazione del ferro, il legname per la produzione del carbone di legna, oltre allo sfruttamento dei prodotti del sottobosco, la lavorazione della pietra, l’agricoltura e la pastorizia. La storia e la tradizione del territorio sono sempre ben visibili nei borghi attraversati da questo itinerario.
Quando giungiamo a Popiglio, 533 mt s.l.m., troviamo un piccolo borgo di origine romana, risalente probabilmente al II secolo a.C. Se ne trova notizia nel “Liber Censum” di Pistoia del 1382, con il nome di “Rocca Securana” da cui ha avuto origine una maestosa costruzione sul monte che lo sovrasta, della quale restano oggi due maestose torri. Il paese custodisce tesori come la chiesa di Santa Maria Assunta risalente al 1200 al cui interno è ospitato il museo di Arte Sacra, il Teatro Mascagni ed il medioevale ponte di Campanelle detto anche “di Castruccio Castracani”. Piteglio, invece, viene ricordato per la celebrazione di un antico culto legato alla reliquia del sacro latte della Madonna: tradizione vuole sia portato dalla Terrasanta da un crociato, e ancora si conserva nella cappella della Madonna del Latte all’interno di un grande altare seicentesco. Ai margini del piccolo borgo, è presente una seconda chiesa: la pieve della Santissima Annunziata, che sembra essere stata fondata da Matilde di Canossa, documentata già nel 1040. Le Piastre invece, luogo di produzione del ghiaccio grazie al passaggio del fiume Reno, custodisce la Ghiacciaia della Madonnina. Famoso anche per essere “il paese dei 100 presepi” e per il “Campionato Italiano della Bugia”. A Gavinana vogliamo ricordare il Munap Museo naturalistico della Montagna Pistoiese e l’Osservatorio astronomico di Pian dei Termini. Baggio invece si sviluppa lungo la via Baiana, antico asse di collegamento fra Pistoia e il Cammino di Santiago di Compostela. Si possono visitare la chiesa di S. Michele Arcangelo, l’antico tratto della via Baiana ed il Museo del Carbonaio.
COSA MANGIARE
Il territorio offre un’ampia gamma di prelibatezze e prodotti tipici della montagna. Percorrendo l’itinerario da Fiumalbo possiamo gustarci delle buone tigelle con pesto e lardo, i borlenghi con parmigiano e pancetta, il croccante del Frignano, per proseguire con i tortelli al ragù di carne, le tagliatelle ai funghi porcini, il cinghiale in umido con le olive, i funghi, il formaggio pecorino a latte crudo, i necci con la ricotta, il carcerato, i saporitissimi prodotti del sottobosco freschi o in confettura, il miele in tante sue varianti ed i celebri confetti di Pistoia. Non vi è già venuta fame?
DOVE RILASSARSI
L’Ecomuseo della Montagna Pistoiese è un insieme di 6 itinerari all’aperto, musei, poli didattici e manufatti storici che permettono di conoscere la Montagna Pistoiese attraverso i segni che il rapporto fra uomo e ambiente ha lasciato durante secoli di storia. La maggior parte di questi itinerari comprendono i luoghi del nostro percorso come l’Orto Botanico Forestale di Abetone che approfondisce i vari aspetti naturalistici della Montagna Pistoiese. Al suo interno si organizzano esposizioni temporanee e corsi formativi. Sono inoltre a disposizione dei visitatori un erbario con essenze locali, microscopi binoculari da esercitazione e spazi mostra. L’itinerario dell’arte sacra, invece, ha il suo fulcro nella Pieve di Popiglio, arricchita nel corso del XVI e XVII secolo di preziose opere d’arte barocca romana, donate come ex voto da una famiglia di popigliesi residenti a Roma, i Vannini. Inoltre è presente un organo realizzato nel XVII secolo dall’organaro pontificio Giuseppe Testa. http://www.ecomuseopt.it/it/
Le tappe
Abetone
A 1388 metri s.l.m. da sempre luogo di valico e di confine dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il nome deriva da un enorme abete abbattuto per consentire la costruzione della SS12 del Brennero, voluta dal Granduca Leopoldo, progettata da Leonardo Ximenes ed inaugurata nel 1781, che collega Toscana e pianura Padana. Località nota invernale, in estate, offre molteplici attività sportive e ricreative. Meritano una visita la Riserva naturale di Abetone, la Riserva naturale di Campolino, la Foresta di Boscolungo, la Val di Luce, il Lago Nero.

Cutiglione
E’ uno dei borghi che meglio ha conservato il suo impianto originario. Oggi è una delle località più note della montagna pistoiese per offerta turistica, con i suoi 678 metri di altitudine e le numerose strutture ricettive. Grazie ad una panoramica funivia si raggiunge velocemente La Doganaccia da cui nelle giornate limpide si può godere di una vista affascinante che si estende dal Mar Tirreno al Gran Sasso d’Italia, passando per le Alpi. Cutigliano ospita il Palazzo dei Capitani della Montagna risalente al 300 e la chiesa dedicata a San Bartolomeo.
Prataccio
E’ un piccolo borgo, a 900 mt di altitudine, che si affaccia sulla valle della Lima. Il toponimo deriva da una zona acquitrinosa, poi bonificata per ricavare campi da coltivare. L’economia in passato si è basata sulla coltivazione di cereali e castagne, sulla produzione del ghiaccio e la lavorazione del legno. Oggi è una località di villeggiatura ed ospita l’Oratorio ottocentesco della Madonna del Carmine. Per rilassarsi d’obbligo una sosta al Parco della Faggeta (presenti area verde, bar, zona pic-nic e impianti sportivi).

Maresca
E’una nota località turistica lungo l’omonimo torrente, ai piedi della Foresta del Teso. All’inizio del 600 era un centro industriale per la lavorazione del ferro che, estratto nelle miniere dell’Isola d’Elba, veniva lì trasportato e trasformato in attrezzi per l’agricoltura (zappe, vanghe, aratri) e per l’attività boschiva (asce, accette e soprattutto pennati) che venivano esportati anche nelle regioni del Nord Italia. Da non perdere la chiesa di San Gregorio Magno, la Ferriera Papini, la Foresta del Teso e la piscina de Le Ginestre.
Montepetri
Proseguendo incontriamo il borgo di Pontepetri che ospita il museo del ferro, gestito dall’Associazione Ecomuseo della Montagna, che propone documenti, filmati e attrezzi per lavorare il ferro provenienti dalle antiche ferriere locali.
Nel giardino pubblico adiacente, è stato ricostruito un comparto per l’uso dell’energia idraulica, con canali e bottaccio: l’acqua del torrente Maresca mette in azione sotto gli occhi degli spettatori due grandi ruote in legno e un maglio per riprodurre gli ambienti della ferriera e del mulino da castagne.

Pistoia
90mila anime, 60 metri di altitudine e tre cerchia di mura a raccontare la sua storia. La prima risale alla dominazione Longobarda e contiene al centro la suggestiva piazza del Duomo da cui, nel Medioevo, partiva il ramo italiano del “Cammino di Santiago”. La seconda al XII secolo e la terza venne costruita nel XIV secolo dopo che nel 1306 i fiorentini avevano vinto Pistoia e raso al suolo la seconda cinta.
Da non perdere: Palazzo di Giano, Palazzo dei Vescovi, il Battistero, Piazza della Sala, Palazzo Fabroni e il Museo Marini.

IL PERCORSO
Il Cammino di San Bartolomeo è un percorso di circa 100 chilometri che inizia a Fiumalbo e si conclude nella città di Pistoia, abbracciando due regioni, Emilia Romagna e Toscana. È un itinerario percorribile a piedi in 4 o 5 giorni, si snoda per lo più lungo sentieri o strade bianche, limitando al minimo i tratti asfaltati. Il percorso è quasi interamente segnalato, con segnavia giallo e logo del Cammino e non presenta particolari difficoltà.
Per maggiori informazioni www.camminodisanbartolomeo.com
ATTREZZATURA
Per affrontare un percorso come questo, anche se non presenta particolari difficoltà tecniche, è comunque necessario portare con sé scarpe robuste con suola in gomma, abbigliamento tecnico traspirante (visti i notevoli dislivelli del percorso) tenendo ben presenti i possibili cambiamenti climatici in montagna, uno zaino capiente, una mantella impermeabile, un’immancabile borraccia d’acqua, bastoncini, cappellino, occhiali da sole e tanta voglia di scoprire panorami mozzafiato da nuove angolazioni.
COME MUOVERSI
In auto
Autostrada del Sole: uscita Modena Nord seguendo le indicazioni per Pavullo e proseguendo poi per Fiumalbo. Per chi proviene dalla Toscana, invece, dall’uscita di Pistoia dell’A11, Autostrada Firenze-Mare, si prosegue verso nord attraversando il Passo dell’Abetone e seguendo quindi le indicazioni per Fiumalbo.

In treno
Fermata di Pistoia (53 km) o Modena (81 km)

Giunti a Fiumalbo, l’intero percorso verrà affrontato a piedi.
In caso di necessità tutte le località sono servite da mezzi pubblici di linea (www.copitspa.it)

TEMPO TOTALE
5 giorni
LUNGHEZZA
100 km
PARTENZA
Fiumalbo
ARRIVO
Pistoia

Coordinate gps
41022 Fiumalbo MO, Italia
Latitudine: 44.177895 | Longitudine: 10.649536

51100 Pistoia PT, Italia
Latitudine: 43.930348 | Longitudine: 10.907859

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