Gioielli nascosti all’ombra delle Dolomiti


di Oriana Bosco

Nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta, la più grande area protetta del Trentino, si apre una valle con caratteristiche paesaggistiche, storiche ed enogastronomiche uniche: la Val Rendena.

Meta turistica di origini antiche, frequentata dagli aristocratici asburgici fin dall’Ottocento per la bellezza dei suoi panorami e per le sue acque salubri, oggi questa valle propone, oltre alle attrattive naturalistiche e artistiche che si dice fecero innamorare la principessa Sissi, anche un’offerta sportiva e di intrattenimento notevole.

Nei suoi trenta chilometri sono attive 14 Pro Loco, con due uffici turistici aperti tutto l’anno e cinque uffici stagionali. è proprio partendo da loro che possiamo andare alla scoperta di alcuni dei luoghi più affascinanti di questa valle.

Incastonata tra il massiccio delle Dolomiti di Brenta patrimonio Unesco, di roccia dolomia, e quello dell’Adamello Brenta, granitico, a colpo d’occhio questa valle ci appare come una verde frattura cinta da uno sfondo rosso (le Dolomiti di Brenta) e uno grigio scuro (l’Adamello), tagliata da una striscia d’acqua cristallina. Quest’acqua gelida è appena sgorgata dai ghiacciai e nevai dell’Adamello, ed è una delle caratteristiche della valle: in questa valle l’acqua scorre regimentata a fondovalle nel fiume Sarca (che finisce nel lago di Garda), o scende ripida in impetuosi torrenti, formando fiabeschi laghi e cascate note in tutta Italia, come quelle della Val Genova. Un ambiente puro e intatto, che dà vita ad un’autentica oasi naturalistica, come dimostrano le innumerevoli specie di animali che la abitano, tra cui spicca la presenza di alcuni eccezionali esemplari di orso alpino.

Storia, arte e leggende sono presenze altrettanto vivide in val Rendena, dove la gente ha tenuto strette attraverso i secoli le proprie tradizioni, fatte di associazionismo, sagre, di arte dell’insaccamento dei salumi, di allevamento e di alpeggio, e il proprio patrimonio storico e culturale.

Il paesaggio è puntellato dalle inconfondibili chiesette alpine affrescate nel Cinquecento, immancabili quella di San Vigilio a Pinzolo e Santo Stefano a Carisolo, e qua e là dalla mole massiccia degli antichi masi in pietra e legno, che affascinano e incuriosiscono il turista più attento e sensibile. Le leggende sono all’altezza del carattere degli abitanti della valle, considerati fieri e difficili a sottomettersi: si dice che il patrono di Trento, San Vigilio, sia stato lapidato a “pane secco” dalla popolazione locale nel IV secolo, a seguito del suo tentativo di cristianizzare la valle; un’altra narra del passaggio di Carlo Magno, di cui resterebbe testimonianza in un affresco.

Le cime delle montagne che fanno da corona alla valle, che raggiungono i 3500 metri, racchiudono anche una pagina importante della storia del Novecento: quella della “guerra bianca”, la straziante guerra ad alta quota combattuta durante il primo conflitto mondiale, di cui recano testimonianza i camminamenti, le linee trincerate e i ripari ancora oggi visibili.

Piccoli e curati musei permettono di approfondire questo ed altri aspetti legati al territorio: il Museo della guerra bianca adamellina di Spiazzo, la Casa Cus a Darè, dove è allestita un’antica casa contadina, il Geo park dedicato alla geologia a Carisolo, l’antica vetreria e la segheria veneziana di Carisolo, il museo della Malga a Caderzone.

Questa valle, che ha mantenuto il fascino delle sue tradizioni nonostante l’avvento del turismo, offre innumerevoli opportunità anche agli sportivi: d’inverno, il comprensorio sciistico di Madonna di Campiglio, l’estate il golf, la pesca, gli itinerari mountain bike, l’arrampicata, il trekking, il parapendio, il downhill, invogliano a vivere da vicino il territorio e le sue specificità.

Le attrazioni del percorso

Il percorso proposto tocca le mete classiche della Val Rendena e alcuni gioielli nascosti, ed è pensato, in linea con l’indirizzo verso cui il Trentino sta cercando di dirigere il turismo locale, per essere percorso con la bicicletta a pedalata assistita: la valle offre, infatti, un servizio dedicato a chi decide di muoversi con le e bike, fornendo punti noleggio, aree pit stop, e-bike tours e servizi di navetta (tutte le info su www.evvai.bike).

Il percorso segue la pista ciclabile che da Tione arriva a Carisolo costeggiando il fiume Sarca, e tocca punti di interesse storico (Museo della guerra bianca Adamellina), naturalistico (Casa Parco Acqua life), artistico (chiese di S. Antonio e S. Vigilio), etnografico (Maso Curio e Museo della malga). Oltre a questi punti, facendo alcune deviazioni è possibile poi visitare altre interessanti attrattive offerte dalla valle.

Tra le tante attrazioni naturalistiche, consigliamo la Val Genova, valle solcata da un impetuoso rio, che costituisce la porta di accesso privilegiata per chi vuole addentrarsi nei ghiacciai dell’Adamello. Questa valle, secondo la leggenda rifugio di streghe, è detta anche “valle delle cascate”: una semplice passeggiata pianeggiante permette di ammirare da vicino lo spettacolo di molti salti d’acqua anche vertiginosi, come quello delle Cascate del Nardis.

 

Sempre a Carisolo, merita una visita la chiesa di Santo Stefano, arroccata all’imbocco della val Genova, della quale colpisce il grande affresco parietale esterno che rappresenta una insolita danza macabra. Interessante sopratutto per i bambini è poi il Geo Park, esposizione dedicata alla geologia, che riproduce l’ambiente alpino del Parco naturale Adamello Brenta con diorami, plastici, video e la ricostruzione fedele di una grotta carsica con suoni reali.

Info: Ufficio turistico Pro Loco Carisolo Tel. 0465 501392.

Cosa mangiare

La Val Rendena è patria di mastri salumai: una sapienza antica, che si tramanda da generazioni e che gli emigranti hanno esportata fino a Mantova e Trieste. Il salume tipico della valle è il salame all’aglio, ma ottimi sono anche la salamella, servita cruda o cotta, il lardo e lo speck. Per una degustazione di questi e di molti altri salumi, tappa d’obbligo è Brenta Salumi a Spiazzo, produttore locale che vende i suoi prodotti in un fornito punto vendita collegato direttamente agli spazi di lavorazione. I formaggi sono un’altra eccellenza della valle: qui si producono in particolare il Trentingrana e la Spressa Dop, ricavati rigorosamente da latte di fieno crudo delle mucche autoctone di razza Rendena. Ci sono poi innumerevoli formaggi di malga, dai sapori intensi, il burro, il latte e la ricotta: per assaggiarli, consigliamo il caseificio sociale di Pinzolo, tra i pochi che producono la Spressa. In estate, il luogo migliore dove acquistare i prodotti caseari è certamente la malga: se ne trovano molte sugli alpeggi poco sopra la valle (info Ufficio turistico Spiazzo Rendena 0465 880091). Particolarissima è, poi, la distillazione delle radici della genziana e delle pigne di ginepro per ottenerne dei distillati che si possono trovare presso la Distilleria Giovanni Boroni di Spiazzo: qui, la grappa alla genziana viene realizzata seguendo un’antica ricetta custodita gelosamente dalla famiglia. Altra produzione interessante è il miele, particolarmente profumato perché ottenuto dalla variegata fioritura dei pascoli d’alta quota: lo si può assaggiare nelle molte piccole aziende agricole.

La Val Rendena ha una cultura culinaria verace e sincera, che si lega a filo doppio con la tradizione della produzione di salumi della zona. I piatti tradizionali della valle, recentemente riscoperti e riproposti da alcuni ristoranti, sono il “patugol”, piatto unico a base di polenta di patate, fagiolini, cipolle e formaggio servito preferibilmente con salame all’aglio. Altro piatto dei nonni sono i “capus”, che vengono di solito cucinati solo in occasione delle sagre, e serviti come antipasto o secondo: si tratta di polpette di erbette selvatiche avvolte in una foglia di vite. Il ripieno di erbe tagliate sottili e mescolate con Trentingrana, aglio, pane grattuggiato, burro e uova, viene impastato a crudo e chiuso nella foglia di vite, e poi cotto in acqua bollente.

Oggi i piatti tipici della cucina rendenera sono la polenta accompagnata con carne in umido, selvaggina o manzo, polenta concia con burro fuso e grana, polenta o risotto con funghi porcini e finferli, canederli e stragolapreti. Molto amate sono anche le minestre, in particolare la minestra d’orzo e il brò brusà (a base di brodo di carne e farina arrostita). I dolci risentono in parte della tradizione sudtirolese, come in tutto il Trentino: lo strudel, la torta di noci, la torta di erbe.

Nella cucina della Val Rendena si fa ampio uso anche di erbe alpine: la più pregiata di queste è il radicchio dell’orso, un’erbetta che cresce a quote elevate in primavera, subito dopo lo scioglimento della neve. Va servita cotta, ha un sapore amarognolo ed è un ottimo disintossicante.

Dove rilassarsi

Per gli amanti del divertimento e del relax, la val Rendena offre tante opportunità. I benefici dell’acqua ferruginosa che sgorga dalla Fonte Sant’Antonio, conosciuti fin dall’antichità, si possono apprezzare alle Terme Val Rendena a Caderzone Terme: in una struttura tradizionale ma ultra moderna, è possibile effettuare cure inalatorie, idromassaggi termali, balneoterapia dermatologica ed osteoarticolare, ma anche fisioterapia, ototerapia, magnetoterapia e scleroterapia. Tutte le cure sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale e medici e specialisti sono sempre presenti per offrire un sostegno completo e professionale (www.fontevalrendena.it). All’interno delle terme si sviluppa inoltre il centro wellness: qui, tra il profumo del legno e la freschezza dell’acqua alpina, è possibile rilassarsi con idromassaggi, sauna, bagno turco, calidarium, vasca refrigerante, fanghi al fieno di montagna, e acquistare i prodotti di cura per il corpo a base di latte di malga. Un’attenzione particolare nell’ambito del progetto Family è riservata alle famiglie ed ai bambini, con aperture dedicate della piscina e pacchetti termali curativi ad hoc.

Sempre per le famiglie e per gli amanti dello sport, a Vigo Rendena, lungo la pista ciclabile, si trova il bicigrill, attrezzato con panche, griglie, laghetto di pesca sportiva e giochi per i più piccoli.

Per i più esigenti, tra Bocenago e Caderzone Terme si trova il Golf Club Rendena: con le sue 9 buche par 35 e i suoi 250 metri di lunghezza, il campo può vantare greens spettacolari, con postazioni coperte e scoperte e una vista mozzafiato sulle Dolomiti di Brenta (aperto da aprile a novembre, www.golfrendena.it). Ancora più unico è forse il campo di Passo Carlo Magno, a 1800 metri d’altezza, uno dei campi da golf più alti d’Europa.

 

Tappa1: Chiesa di S. Antonio a Pelugo

Si slancia in mezzo alla piana del fiume Sarca questa chiesa forse del IX secolo, di forme quattrocentesche, il cui campanile gotico svetta indisturbato tra le cime. Quando la si raggiunge da sud, si rimane incantati dagli affreschi che si delineano lungo le sue pareti esterne: San Cristoforo, le storie di S. Antonio, l’Annunciazione, opere pregevoli di fine Quattrocento, realizzate dai fratelli Baschenis. Info utili: Per visite contattare la canonica al seguente numero: tel. +39 0465 801 068

Tappa 2: Museo della Guerra Adamellina

A Spiazzo si trova il Museo della Guerra Bianca Adamellina 1914-1918, che raccoglie i reperti del primo conflitto mondiale emersi dal ghiacciaio dell’Adamello, su quelle montagne che furono teatro di aspri combattimenti tra il Regno d’Italia e l’Impero austroungarico. Il percorso espositivo mostra armi ed equipaggiamenti utilizzati durante il primo conflitto, ma anche beni e dotazioni personali.

Info utili: Apertura: da giugno a settembre da martedì a domenica, dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00.

Altri periodi: da lunedì a giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Ingresso € 3,00. Per info: Ufficio turistico Consorzio Pro Loco +39 0465 880091

Tappa 3: Casa Parco Acqua Life

Grandi e bambini potranno vivere un’esperienza di vero contatto con la natura presso la Casa del Parco Naturale Adamello Brenta, struttura dedicata al tema della fauna e flora acquatica. Oltre a una zona espositiva interna, vi è allestito un parco fluviale con ricostruzione dell’ambiente fluviale, lacustre e paludoso, che grazie a postazioni anche subacquee permette di vedere da vicino pesci e piante che vivono nelle acque della valle.

Info utili: Apertura: da giugno a settembre tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30. Lunedì chiuso. Ingresso: € 3,00. Biglietto cumulativo € 5,00 per la visita anche al Museo della Grande Guerra Bianca Adamellina.

Tappa 4: Chiesa di San Vigilio a Pinzolo

A Pinzolo, con Madonna di Campiglio maggiore centro della valle, si trova un gioiello dell’arte locale del Cinquecento, la chiesa di San Vigilio. Quello che l’ha resa celebre è la danza macabra affrescata nel sottogronda: tema ricorrente nella valle, la danza macabra era un monito all’adozione di un comportamento corretto in vita, in quanto infine, davanti alla morte, non vi sono differenze di ceto sociale o età: ognuno viene giudicato solo per la sua condotta.

Info utili: Interno visitabile su prenotazione: Azienda per il turismo Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena. Tel. +39 0465 501 007

Tappa 5: Museo della Malga

A Caderzone Terme, paese insignito della Bandiera arancione del Touring Club, si cela una vera chicca: il Museo della malga. Nelle sale con pareti in pietra e soffitto a volte a botte, sono esposti gli strumenti usati un tempo per la lavorazione del latte e dei suoi derivati: la zangola, i mestoli, i paiuoli, le forme. Il museo si trova in una splendida corte rurale, presso il pianterreno delle ex scuderie di un’antica dimora nobiliare.

Info utili: Apertura: tutto l’anno dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. Chiuso il lunedì e da settembre a giugno anche la domenica. Info: Ornella 338 2428100

Tappa 6: Maso Curio

Superato Caderzone, nella vasta piana che si apre sulla destra orografica del fiume Sarca, sorgono gli ultimi masi originali della Val Rendena. Uno di questi è stato da poco restaurato ed oggi mostra perfettamente l’architettura tipica delle strutture rurali della valle: è il Maso Curo, tutelato dalla Provincia Autonoma di Trento e al momento visitabile solo all’esterno. Sono ben visibili la base in pietra e la parte rialzata in legno di larice scurito dal sole. L’edificio era una stalla con annesso fienile, memoria delle radici contadine della valle.

Il Percorso

Quello che forse non ci si aspetta da un territorio così è di poterlo attraversare tutto anche in bicicletta: lo si può invece fare comodamente, percorrendo la ciclabile che parte da Tione e arriva a Madonna di Campiglio, per un totale di 30 km, anche con le biciclette a pedalata assistita che si noleggiano ovunque nella valle. Un punto di vista diverso per ammirare la montagna, rispettare la natura e muoversi in modo sostenibile.

Attrezzatura

Il percorso ha una lunghezza totale (andata e ritorno) di circa 40 chilometri, con leggero dislivello. Si consiglia un abbigliamento comodo e sportivo nel caso di utilizzo di e bike (non è richiesto abbigliamento specifico). Si consiglia di portare con sé kway e abbigliamento pesante anche in estate, a causa della mutevolezza delle condizioni climatiche.

Nel caso di utilizzo di mountain bike, oltre al necessario allenamento, si consiglia di indossare un abbigliamento specifico.

Come muoversi in Auto

A Tione prendere la SS 239 fino a Strembo. A Strembo, imboccare Via Nazionale. Proseguire su Strada Pineta e poi rientrare dalla stessa strada e prendere direzione Pinzolo; qui rientrare sulla SS 239.

In e bike o bici

Tra Tione e Carisolo sono presenti 5 punti noleggio (in tutta la zona delle valli Giudicarie e Rendena i punti sono oltre 30).

Per il nostro itinerario, l’e bike si noleggia a Tione e si riconsegna nello stesso luogo; in alternativa è possibile riconsegnare l’e bike a Carisolo e tornare a Tione con il Bicibus.

Tutte le info su www.evvai.bike

In Pullman: sono presenti bus di linea che percorrono l’intero itinerario, con corse più frequenti in estate. Per gli orari consultare: www.trentinotrasporti.it

 

Condividi questa notizia