I riti arborei, le nozze tra gli alberi


di Valeria Giordano

I riti arborei della Basilicata hanno una genesi antica fin dai tempi in cui si compivano rituali religiosi commisti di pratiche cristiane e riti pagani di origine celtica, che oggi rivivono in alcuni borghi della regione.
Anche se con delle differenze tra i paesi ove è praticato, il rito prevede il taglio di un albero del bosco, il cui tronco viene portato in paese da buoi. Si celebra così il “matrimonio tra gli alberi”, unendo il tronco, che rappresenta il vigore maschile, alla cima di un altro albero considerata la parte femminile. In una cornice di folla festante, nella piazza principale del paese, si dà origine a un altissimo totem su cui si arrampicano, al termine della cerimonia, i più audaci.
La persistenza dei riti arborei è legata al concetto di fertilità sia dell’uomo che dei campi e mira, secondo gli antropologi, a portare nel proprio paese e nella propria casa lo spirito fecondatore della natura; rappresenta quindi l’idea di rigenerazione collettiva mediante la partecipazione della comunità alla rinascita della vegetazione.
Questo tema affonda le sue radici in antichi riti pagani arborei tipici del mondo contadino di molti paesi del bacino del Mediterraneo. La componente maschile e quella femminile fondano l’inconscio collettivo e costituiscono il tema dei miti delle favole e delle religioni.
I riti arborei della tradizione lucana sono celebrati in luoghi che vanno dal Parco di Gallipoli Cognato immerso nelle Piccole Dolomiti Lucane fino al Parco del Pollino. Viggianello, Accettura, Terranova di Pollino, Rotonda, Castelsaraceno, Pietrapertosa, Castelmezzano, Oliveto Lucano: in ognuno di questi paesi i riti arborei, celebrati da maggio a settembre, sono momenti collettivi che celebrano l’identità dei luoghi; si tratta del fenomeno del “Maggio” e dell’“Abete”.
Secondo il folclorista Paolo Toschi il “Maggio” sarebbe per etimologia riconducibile alla dea Maja, una delle più antiche e venerate divinità del Lazio - luogo in cui i riti arborei vengono altresì celebrati – che personificava la rinascita della vegetazione con il ritorno della primavera e la fertilità della terra nel mese di maggio. La natura, infatti, in questi luoghi lontani dalle città, è elemento determinante.
Il rito arboreo più noto è sicuramente “Il Maggio di Accettura”, piccolo borgo in provincia di Matera, situato nel Parco Regionale delle Dolomiti lucane, festa popolare incentrata sull’antico rito nuziale e propiziatorio che si tiene ogni anno nella cittadina in provincia di Matera, conosciuta sia a livello nazionale che internazionale, e che offre lo spettacolo vivo e dinamico di un rito millenario che svela una relazione profonda tra natura e dimensione culturale e religiosa. La solennità del “Maggio” è dedicata a San Giuliano, il santo patrono del paese.
I giorni centrali della festa vanno dal sabato precedente la Pentecoste al martedì successivo. Un agrifoglio (la Cima) trasportato a spalla dalla foresta di Gallipoli viene fatto incontrare in paese con un cerro (il Maggio) lungo quasi trenta metri trascinato da coppie di buoi dal bosco di Montepiano. È così che avviene il “matrimonio” e inizia la vera e propria festa, che coinvolge coralmente tutta la popolazione e che prosegue nei giorni successivi con operazioni che culminano nell’innesto, nell’innalzamento e nella scalata del “Maggio”.
La festa di Accettura, segno della rappresentazione di un patrimonio culturale che la comunità avverte come fortemente identitario sia per lo schema classico delle fasi della manifestazione che per il modello complesso di questo culto arboreo, esprime forti connotati storici ed antropologici e dimostra di essere ancora oggi fortemente attrattiva per la spettacolarità e per le emozioni che suscita nei tantissimi spettatori che ogni anno affollano la cittadina lucana.
Mentre a Castelsaraceno, in provincia di Potenza, paese dei due parchi, ossia Parco Nazionale del Pollino e Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, si organizza la Festa della ‘Ndenna, le prime tre domeniche di giugno. Festa grande la terza domenica. L’unione della ‘Ndenna con la Cunocchia è il momento culminante delle tre giornate.
Con estrema precisione le due parti vengono saldate tra di loro con zanche e bulloni.

I riti arborei negli altri comuni lucani
Pietrapertosa
A Pietrapertosa il rito arboreo prende il nome de “il Majo” ed è dedicata a Sant’Antonio da Padova. Come ad Accettura anche in questo caso gli alberi che si innestano sono un cerro e un agrifoglio.
Castelmezzano
Anche in questo borgo delle Dolomiti lucane la manifestazione è legata al culto di Sant’Antonio da Padova ed è nota come “La sagra du’ Masc’”. Dolce tipico di questa festa sono i “crosti”.

Oliveto Lucano
Il rito a Oliveto Lucano mostra un elemento di novità: una squadra di fucilieri partecipa all’abbattimento delle “primizie” appese all’albero, dopo la scalata dello stesso da parte dei più audaci.

Viggianello
In questo comune del Pollino, i riti arborei si celebrano in due periodi diversi dell’anno: la settimana dopo Pasqua e l’ultima settimana di agosto e avvengono contemporaneamente alla festa di San Francesco.La terza domenica di agosto si può assistere alla “danza del falcetto” e all’offerta alla Madonna del Carmelo di sagome lignee decorate con spighe di grano e nastri colorati, detti “Cirii”.

Terranova Di Pollino
La festa in questo borgo prende il nome di “A Pit’”. Un grosso abete viene tagliato e poi trasportato nelle varie contrade con trattori dapprima e poi con buoi. Il corteo durante il tragitto staziona per rifocillarsi con vino, frittelle e taralli offerti dalla gente del luogo. In tarda serata giunge in città, con l’abete che viene innalzato al centro del borgo.

Rotonda
Il rituale del“matrimonio” tra gli alberi a Rotonda rispetta l’antico rito celtico in maniera più fedele rispetto a tutti gli altri luoghi. La festa prende il nome di “L’a pitu e La rocca” e prevede il matrimonio tra un gigantesco faggio (L’a pitu) e un minuscolo abete(La rocca). Una particolarità del passato era che gli ammalati per ricevere una grazia erano soliti camminare sul tronco dell’albero.

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