I riti della Settimana Santa


di Ludovico Licciardello

La Settimana Santa offre in Sicilia un caleidoscopio di appuntamenti e riti affascinanti, spesso tramandati nei secoli. Tanti, tantissimi i centri dove in prossimità della Santa Pasqua vengono organizzati, da confraternite, amministrazioni comunali e Pro Loco, rappresentazioni e rievocazioni storiche. Da Ispica a Piana degli Albanesi, da Caltanissetta a Marsala, da Grammichele e Pietrapezia. Difficile, impossibile citarli tutti. In alcuni casi è l’intera settimana ad essere scandita da appuntamenti legati ai sentimenti di lutto per la Morte del Cristo e di gioia per la Resurrezione. Rappresentazioni, in ogni case, nelle quali si fondono tradizioni, riti ed una profonda fede.
Punto di partenza di questo viaggio virtuale è “Settimana Santa” organizzata a Caltanissetta. Sette giorni, sette appuntamenti immancabili con le rievocazioni predisposte durante la settimana Santa che a inizia con la “Processione del Gesù Nazareno” (domenica delle Palme), prosegue con “L’ultima cena” (lunedì Santo), la “Scinnenza” (il martedì), la “Processione della Real Maestranza” (il mercoledì), le “Varicedde” (Mercoledì), le “Vare” (giovedì), la “Processione del Signore della Città” (il venerdì) e la “Domenica di Resurrezione” (Pasqua). Tradizioni che risvegliano il passato, dando vita a rappresentazioni emozionanti e che allo stesso tempo suscitano profonda commozione. Ci spostiamo di pochi chilometri per andare a Pietrapezia in provincia di Enna, qui il venerdì Santo si tiene la processione dell’altissima croce: “Lu Signuri di li fasci”. Una processione religiosa, ammantata di fascino ed anche di spettacolarità durante la quale una trave di legno terminante con un crocifisso viene issata al cielo tramite decine di fasce (lunghe circa 32 metri e larghe 40 centimetri) che i fedeli provvedono a legare al capo alla struttura di forma circolare posta in testa alla trave. Le fasce assolvono alla funzione di tenere in piedi ed in equilibrio l’asse di legno sormontato dal crocifisso che viene portato in processione per le vie del paese. Anche nella vicina Enna vi è un tradizionale ed importante calendario di rappresentazioni per l’intera durata della “Settimana Santa”; la rievocazione più attesa è certamente quella del Venerdì Santo durante il quale oltre 2500 confrati incappucciati sfilando nell’assoluto silenzio portando in processione fercoli di Gesù Morto e dell’Addolorata, con il sottofondo musicale delle marce funebri. La rappresentazione inizia dalle singole chiese dove hanno sede le confraternite che si ricongiungono al Duomo per dare vita ad un lunghissimo corteo che attraversa le strade della città in un’atmosfera di commozione e rispetto, sino ad arrivare al cimitero; la processione poi torna indietro ed il fercolo dell’Addolorata dopo aver accompagnato la Vara del Cristo defunto nella chiesa del SS. Salvatore ritorna nella propria, passando tra i confrati inginocchiati. Ricca di fascino anche “La Diavolata” che viene rappresentata ad Adrano, nel catanese, nella domenica di Pasqua. Si tratta di una rappresentazione settecentesca che si ripete da circa 250, tramandandosi si padre in figlio e messa in scena di fronte la chiesa Madre di Adrano. Il dramma è attribuito al poeta Laudani ,si fa risalire al 1752 ed è diviso in due parti “La Diavolata” e “L’Angelicata”. Nel primo gli attori principali sono i diavoli (Lucifero, Belzebù, Astarot), la Morte, eterna nemica dell’uomo, l’Umanità, simbolo della speranza, e l’Arcangelo Michele, avversario del demonio. Durante la rappresentazione va in scena il confronto fra i diavoli e l’Arcangelo Michele che sconfigge definitivamente Lucifero, costringendo i diavoli a pronunciare le parole “Viva Maria” e liberando l’Umanità. Subito dopo viene mese in scena “l’Angelicata” che costituisce la seconda parte dell’opera durante la quale viene rappresentata l’incontro della Madonna col figlio risorto, che la nomina Regina del Cielo. Anche in Sicilia occidentale sono tanti le rievocazioni celebri organizzate. Fra queste certamente degna di nota la processione “Processione dei Misteri” che si tiene il Venerdì Santo e che nel corso dei secoli ha subito alcune modifiche; la sua origine si è spagnola e ormai viene rappresentata da circa 400 anni. Durante la processione quale vengono portate a spalla le imponenti e pesanti statue di legno, i “misteri”, che rappresentano le varie scene della passione e morte di Cristo ed anche i due simulacri di Gesù Morto e Maria Addolorata; sono così complessivamente venti le raffigurazioni artistiche portate in corteo. La processione prende il via alle 14 del Venerdì Santo e si protrae per quasi 24 ore. Numerosi le celebrazioni realizzate in altri e numerosi centri della Sicilia, a partire dalle Via Crucis viventi, allestite in svariati comuni, quali Modica, Taormina, Milazzo, Enna.

Approfondimento
Nella tradizione pasquale siciliana non possono assolutamente mancare i pupi cu’ l’ova. Possono cambiare le forme, che variano da colombe, cuori, cestini o trecce, ma all’interno di questi biscotti, anzi al centro, c’è sempre un uovo. I pupi cu’ l’ova tradizionalmente si preparano nella settimana che precede la Pasqua per poi essere regalati il giorno di festa. Il segreto della pasta di questi fragranti biscotti che simboleggiano l’amore e la rinascita sono due ingredienti che ormai non si usano quasi più: lo strutto e l’ammoniaca in polvere per dolci.

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