Fiera di Sant’Orso, una Fiera millenaria


di Pericle Calgaro

Ogni anno, il 30 e il 31 gennaio, mille espositori tra artisti e artigiani valdostani, presentano con orgoglio i frutti del proprio lavoro alla Fiera di Sant’Orso, lungo le vie del centro di Aosta. Oltre ai manufatti e alle lavorazioni tradizionali, quali la scultura, l’intaglio su legno, la lavorazione della pietra, del ferro battuto e del cuoio, si possono ammirare opere artistiche derivanti dalla ricerca e dall’utilizzo di stili innovativi, comunque attenti alla cultura millenaria della manifestazione. La Fiera, giunta alla sua 1018ª edizione, rappresenta il momento in cui si manifestano le caratteristiche peculiari dell’identità valdostana. L’anno 1000 è considerato l’anno “zero” della Fiera. La leggenda vuole che tutto sia iniziato nell’area della Chiesa di Sant’Orso, dove il Santo, vissuto prima del IX secolo, era solito distribuire ai poveri indumenti e “Sabot”, le tipiche calzature in legno ancora oggi presenti in Fiera. La visita alla millenaria è un’esperienza straordinaria e indimenticabile, da vivere con intensa partecipazione emotiva. Si “respira” un’atmosfera unica: gli espositori non partecipano solo per l’aspetto commerciale ma cercano il contatto con un pubblico che sappia apprezzare il lavoro di qualità e la loro creatività. La Fiera è anche l’Atelier: una esposizione riservata alle imprese valdostane che fanno dell’artigianato il loro mestiere e che propongono, in quest’occasione, le proprie produzioni appartenenti a varie categorie come: scultura, oggettistica per la casa, mobili, accessori in ferro battuto, tessuti, calzature, accessori d’abbigliamento, oltre a lavorazioni in ceramica, rame, vetro, oro e argento. Nelle strade della città si ripete, ogni anno, quindi un evento che mette in luce i frutti del lavoro artigianale valdostano, le loro capacità e la loro fantasia. Un posto importante è dedicato all’offerta enogastronomica regionale della Valle d’Aosta nel quale oltre 70 produttori presentano le loro straordinarie specialità: una ricca gamma di preparazioni, tra le quali spiccano le D.O.P valdostane come la Fontina che esprimono un legame diretto con il territorio e ne valorizzano le peculiarità. La Fiera è inoltre musica e folklore, una festa che si protrae, tra canti e balli tradizionali, nella lunga e famosa “veillà”, con le vie illuminate e animate sino all’alba. Al calar della notte si possono incontrare cori che improvvisano mini concerti e gruppi folcloristici che si esibiscono in brevi spettacoli mentre ci si scalda sorseggiando del vin brulé. è possibile anche visitare le “crotte”, le cantine del borgo che i residenti aprono per l’occasione.

I Punti Rossoneri - Pro Loco
I Punti RossoNeri gestiti dalle Pro Loco offrono ai visitatori degli assaggi di quello che è cultura enogastronomica della Valle d’Aosta. Come ogni anno sono presenti le Pro Loco di Emarese con la zuppa di porri, il Consorzio delle Pro Loco del Gran Combin con la seupa vapelenentse, la Pro Loco di Arvier con la Trifolette d’Arvi, la Pro Loco di Aymavilles con la famosa Favò, la Pro Loco di Quart con la seuppa de quart, la Pro Loco di Brissogne con la famosa polenta concia, la Pro Loco di Saint Nicolas con il cervo in umido con polenta; in ogni padiglione poi non mancano certo salumi, formaggi, vini valdostani.

Il Galletto è il simbolo della Fiera di Sant’Orso, ma sono tantissimi altri gli oggetti legati alla tradizione e che si possono trovare nelle bancarelle che si snodano lungo le vie del centro di Aosta . Tra questi non possono mancare i Sabot, la Coppa dell’Amicizia e la Grolla, i giocattoli “Tatà” e poi gli oggetti di uso quotidiano fino a qualche decennio fa: rastrelli, cestini e gerle, botti. Inoltre ci sono i ciondoli distintivi della Fiera, diversi in ogni edizione. Rappresentano un attrezzo o strumento utilizzato dagli agricoltori e dagli allevatori.

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