Il “girolago”del lago d’Orta


di Riccardo Milan

Il Lago d’Orta si presta benissimo per una gita diversa, sportiva o pigra: vicino ai centri urbani della Pianura Padana è ben servito dai mezzi pubblici e facile da raggiungere. È inoltre “circumnavigabile” in auto, a piedi, in barca o in bicicletta; di corsa o al passo lento: una ventina di chilometri in tutto. Una rete di strade e di sentieri lo rende adatto ad ogni tipo di fruizione: escursionistica, sportiva o da diporto domenicale.
In primo luogo alcune precisazioni geografiche: il lago si trova in Piemonte, ma vicino vicino alla Lombardia. È quasi tutto nella Provincia di Novara e la punta, con Omegna, in quella di Verbania. A nord confina con l’Ossola, ad ovest con la Valsesia (raggiungibile con due strade montane), a sud con il borgomanerese e il novarese, ad ovest con il lago Maggiore. Si può raggiungere in treno o in auto; o in bicicletta o a piedi, visto che parecchi Cammini Storici lo percorrono sulle due sponde.
Perché venire a visitare il Lago d’Orta? Da sempre il lago è meta turistica. L’acqua è limpida e pulita, certificata così ogni anno dall’Agenzia Regionale. Numerose sono le spiagge disponibili: molte libere ma alcune attrezzate, come a Omegna, Gozzano e a Orta. Ci sono poi molti boschi, molta natura: sia in giardini storici sia selvatica. I giardini storici sono spesso aperti, visitabili, mentre la sentieristica è sempre disponibile. Si tratta di chilometri di sentieri facili, meno facili o da escursionisti esperti. Si può camminare in basso o arrampicarsi sul Mottarone, in Valle Strona, sul Cerano. Il lago è circondato da vette montane, fra i mille e i duemila metri e oltre.
La pratica sportiva è attività quotidiana sul lago: il giro del lago in bicicletta, ad anello; o l’uso di bici adatte sui percorsi fuoristrada; nuotare in acque libere, individualmente o in competizione; arrampicarsi sulle numerose palestre di roccia disponibili; scendere lungo lo Strona con il kayak; lanciarsi con il parapendio dal Monte Croce o dal Mottarone; o correre lungo i sentieri percorsi ogni anno dagli atleti UTLO (la gara più dura supera i 120 chilometri!).
Infine, c’è molto da vedere: spacci aziendali, bei borghi ricchi di storia, ristoranti di fama, piccoli e interessanti musei, sagre e manifestazioni!

Le attrazioni del percorso
Se si arriva da sud, in auto, una visita alla dominante chiesa di San Giuliano di Gozzano ci vuole. Ricordate poi che, sempre in questo comune, si trova un attrezzato Lido, aperto con ristorazione anche d’inverno, con un trampolino altissimo in acqua. Dal Lido, infine, passa la rete di sentieri che permettono di fare il giro del Lago a piedi. Dopo Gozzano, c’è Orta San Giulio: il paese più noto del Lago. Si tratta di uno dei “Borghi più belli d’Italia”, come sancisce l’omonima guida nazionale: un paese con testimonianze architettoniche a partire dal Medioevo: case, chiese e ville bellissime, testimonianza di una lunga e signorile frequentazione del luogo. Alle spalle del borgo, il Sacro Monte, Patrimonio Unesco, felice sintesi di natura, fede ed Arte. Davanti, la romanticissima Isola di San Giulio, con la sua chiesa medievale, il culto di San Giulio, il monastero di clausura. Un po’ più in là, la frazione Legro, paese dipinto dedicato ai film girati sul Lago; poi Miasino, Ameno e Armeno e le frazioni di Vacciago, Lortallo, Carcegna, Pisogno, Carcegna, Pratolungo e Agrano che sono delle piccole e piacevoli sorprese. Pettenasco e Pella, sulla riva ovest come San Maurizio e la bella frazione di Lagna, sono due comuni sulla riva del Lago, punto di partenza per salire sui battelli di linea o per escursioni o per bagni di sole o d’acqua. Omegna ha un bel centro storico e alcuni spacci aziendali degni di nota. Ad ovest, belli anche i paesi di Brolo, Nonio, della Madonna del Sasso, con il suo panoramico santuario, e le frazioni di Boleto e Grassona.

Cosa mangiare
Il Lago d’Orta è caratterizzato da una ristorazione di fama nazionale, basterebbe ricordare il celeberrimo Villa Crespi dello chef-star Antonino Cannavacciuolo. Molto facile dunque mangiare una cucina creativa o, come si dice, post moderna, in cui i temi della cucina tradizionale si fondono con l’impeto creativo degli chef. Altri nomi noti? A corona del Lago: Al Sorriso di Soriso, Il Piccolo Lago di Verbania, Il Portale di Verbania, La Locanda Orta ad Orta o il Pascià di Invorio. Chi ama invece i piatti della tradizione può optare per i molti e buoni ristoranti e osterie del loco. Piatti consigliati? I risotti, magari con i funghi di stagione, i formaggi locali o il dirimpettaio gorgonzola dop, i pesci di lago, miele e confetture; sul Lago si produce anche vino, ma è ancora raro e difficile da trovare. Esiste infine anche una popolare rete di circoli con uso cucina, un approccio popolare ed economico. Ma per poterne usufruire, si deve essere necessariamente tesserati. Molto estesa, poi, la rete delle pasticcerie e delle gelaterie. Molti dolci sono diventati una vera e propria gloria locale, come la Focaccina di Nonio o le Imperialine o le Damine o le Reginette di Omegna.

Dove rilassarsi
Le rive del lago sono in gran parte fruibili gratuitamente per i bagni e il sole estivo. Non volete attrezzarvi troppo e volete dei servizi ad hoc? Ricordate che ci sono bei lidi a pagamento un po’ ovunque. Se volete camminare, ci sono invece chilometri di sentieri, facili e meno facili; il borgo di Orta, il suo lungolago e il sovrastante Sacro Monte sono area pedonale. Belle anche le passeggiate al Lago di Pettenasco, Pella-Ronco e Omegna. Volete fare una crociera sul Lago? Per quasi tutto l’anno, è attivo un servizio di linea che vi permette di vivere il Lago dal lago: bello! Volete un servizio dedicato: a Orta ci sono molte barche taxi a disposizione. Volete remare? Ad Orta e Omegna si affittano barche e pedalò. Cercate una bicicletta in affitto, magari elettrica? C’è anche quello. Amate un aperitivo vista Lago: la piazza di Orta è il massimo, anzi no: provate la terrazza dell’Hotel San Rocco! Ma bella è anche l’offerta dei bar omegnesi: il Lago è lì, a portata di mano. D’estate, vicino alle chiuse c’è un tappeto di pesci. Volete dormire vista Lago? Molti gli hotel sulle rive.

1. Gozzano
Il paese di San Giuliano, punto di partenza ideale per il Girolago, a piedi o in bici. Da visitare la vecchia chiesa sula collina, il nuovo Lido e le sue moderne strutture. Da qui, parte una lunga passeggiata lungo il Lago, fino a Pella e Ronco. E da lì, se si vuole, salite e discese e salite… per il Girolago a piedi. A piedi, ma è più facile, una breve ascensione per raggiungere i resti del Castello di Buccione: storia e bel panorama. Ora è rimasta solo la torre, chiamata anche la “Sentinella del Cusio”, l’antico nome con cui è conosciuto il Lago, ma ne vale comunque la pena.

2. Orta San Giuliano
Il borgo di Orta, l’Isola di San Giulio lì davanti, il Sacro Monte e il paese dipinto di Legro da soli valgono la visita sul Lago d’Orta. Le attrazioni sono tante, per cui o si opta per una visita guidata, oppure si legge prima una bella guida cartacea o digitale. Il rischio sarebbe quello di farsi sfuggire molto del bello, del suggestivo, del caratteristico che questi luoghi hanno. Nell’alta stagione è difficile parcheggiare, anche a pagamento, per cui è meglio o arrivare molto presto, massimo alle nove, o considerare mezzi alternativi: bici, moto, treno o battello.

3. Pettenasco
È il paese dei campeggi e degli hotel, tutto teso sul Lago, dalla primavera all’autunno. Una bella passeggiata lago, tante spiagge libere, ma anche lidi attrezzati e piscine fruibili, sentieri e molto verde sono le caratteristiche del borgo. Completano l’offerta turistica un caratteristico museo etnografico sulla lavorazione del legno, una chiesa insolita con due campanili, un piccolo centro storico antico e, ovviamente, hotel, negozi, ristoranti e pizzerie. Molte le manifestazioni organizzate in tutta la bella stagione e anche oltre.

4. Ameno
Una delle sorprese del Lago, un antico paese che tradisce nobili frequentazioni: palazzi, chiese ricche di arte, giardini… e oggi anche una moderna struttura museale. Belle anche le frazioni di Oltre Agogna, di Carcegna, Lortallo e Vacciago. In quest’ultima, panoramica frazione, un bel museo privato di arte contemporanea merita decisamente una visita. Ristoranti tipici, agriturismi e maneggi completano l’offerta turistica. Da vedere anche il Monte Mesma, la via Crucis e il Monastero francescano, Miasino, Armeno e Pisogno con altre gradite sorprese!

5. Omegna
Nella città natale di Gianni Rodari da non perdere il Forum Museo. Ma Il Lago d’Orta, chiamato anche Lago Cusio o Cusio, è ricco di piccoli musei, testimonianza di antichi mestieri o di moderne passioni. Tra questi il Museo dell’Ombrello e del Parasole di Gignese; il Museo della Tornitura del Lagno di Pettenasco; il Museo del Rubinetto di San Maurizio; la raccolta di piante rare all’Oasi della Vita di Omegna e altri ancora!
Info sul sito dell’Ecomuseo Cusius.

6. Il Mottarone
Il Mottarone è chiamato “la montagna dei milanesi” per le omonime frequentazioni invernali. Una montagna verde e solitaria con un panorama unico sulla Pianura Padana, sul Lago Maggiore e sul Lago d’Orta, ovviamente. Oltre che una storica stazione sciistica, oggi è bella anche per il trekking, per i bagni di sole, per le passeggiate, per i buoni formaggi dei suoi alpeggi, per le mountain bike. Il Mottarone si può raggiungere in auto, moto, bici (se allenati) o a piedi (idem). Oppure, da Stresa, parte una panoramica funivia che porta in vetta: senza fatica!

IL PERCORSO
Informazioni turistiche si possono avere sul sito distrettolaghi.it che vi dà anche gli indirizzi degli uffici di informazione turistica aperti, orari e quant’altro. Per quel che riguarda i battelli di linea, consultate navigazionelagodorta.it, per i treni il sito delle Fs, mentre per gli altri trasporti pubblici e privati potete consultare il sito degli operatori turistici: lagodorta.piemonte.it. Sentieri e piccoli musei, sul sito dell’Ecomuseo Cusius, lagodorta.net. La sentieristica più impegnativa sul sito sentieridelverbanocusioossola.it o su ultratraillo.com.

ATTREZZATURA
Il Lago è spesso piovoso, meglio dunque portarsi un ombrello e vestiti adatti all’occorrenza. Le scarpe da ginnastica non vanno bene per tutti i sentieri, meglio quelle da trekking. Negozi per ciclisti ed escursionisti si trovano comunque a Gozzano e Omegna. I supermercati sono aperti sempre, spesso con orario continuato e lungo serale. Hotel, B&B, affittacamere, ristoranti sono un po’ ovunque, così come i benzinai, i meccanici e strutture di pronto soccorso, anche veterinario. D’estate portate sempre con voi il costume da bagno!

COME MUOVERSI
In Auto
Si può arrivare sul Lago d’Orta percorrendo l’autostrada Voltri – Sempione A26. Si esce a Gravellona Toce, se si vuole iniziare il giro da nord, da Omegna; a Borgomanero, se si preferisce arrivare da sud, da Gozzano.

In Treno
La linea Novara-Domodossola, ha fermate a Gozzano, Orta-Miasino, Pettenasco e Omegna. A Orta, in stagione, c’è un trenino turistico; oppure dei taxi o una breve scarpinata tutto l’anno. Si può anche optare per la linea Milano-Domodossola e scendere o a Stresa o a Verbania, dove è facile o affittare una macchina o intercettare le linee del trasporto pubblico su gomma.

In Bicicletta
Si può lasciare l’auto in parcheggio gratuito, comodo per esempio Omegna anche per prendere il battello, per poi proseguire in bici. Oppure si prende uno dei treni che permettono il trasporto delle bici. Bici che sono ammesse sui battelli di linea. Che giro si fa? Di solito in senso antiorario.

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