A manu tenta su ballu tundu


di Ilaria Tucconi

Ogni ballo rappresenta un paese e si diversifica nella melodia, negli strumenti scelti e nella coreografia ma sono strettamente uniti dalla stessa tradizione di tenersi sotto braccio e muovere a tempo solo gli arti inferiori, coordinati nel passo più piccolo ed elegante della donna ed in quello più scandito e inciso de sos cambales maschili.

Esistono tanti modi per corteggiare una donna: uno sguardo, un fiore, un gioiello. In antichità per i sardi l’unico modo per sfiorare una donna e pensare di iniziare un corteggiamento, era esclusivamente durante la danza del ballo sardo. In occasione di feste religiose, lei indossava l’abito da festa (come si può ammirare nelle foto di Sebastiano Sechi), quello più bello che conservava con cura nel suo armadio, pronto da sfoggiare nella speranza di essere radiosa quando il suo lui la invitava a ballare.

L’abito della festa

Con la gonna lunga, le scarpette col tacco sui quei piedi piccoli ed il capo sempre coperto da un velo ricamato di fiori, si presentava raggiante alla festa e se lui le stringeva la mano durante il ballo, il corteggiamento aveva preso inizio.

Un cerchio di persone paesane, una danza ritmica in segno di buon auspicio per la caccia, la pastorizia ed il raccolto, ma soprattutto per l’amore. A manu tenta e con un portamento rigido tanto da poter formare una linea eretta con tutto il corpo, aspettavano l’attacco de sas launeddas, de su sonette , de sa chiterra cun sa oghe  per dare inizio alla sinfonia d’amore fra la dama e il cavaliere. Piccoli passetti, prima sul posto e poi laterali per far girare il cerchio de su ballu tundu, il primo ballo sardo che viene eseguito in tutta la Sardegna nelle sue diverse coreografie e che quasi sempre termina in una genuflessione.

Le “anchette”

Durante il ballo il cavaliere si esibiva nella sua miglior performance per cercare di conquistare la sua bella. Poteva decidere infatti di portarla davanti agli occhi di tutti e con lo sguardo fisso al suo volto incorniciato dal velo, eseguiva rapidamente “le anchette”, passi ritmici e a tempo di musica de su sonadore che per sottolineare l’importanza del momento, suonava scatenando un’esplosione di note cadenzate. Se la donna si voltava di spalle esplicitava il rifiuto al corteggiamento, ma se dopo l’inchino del cavaliere, accettava di prenderlo sotto braccio e girare attorno insieme, i due si sarebbero presto uniti in matrimonio.

Quasi tutti i paesi della Sardegna hanno un gruppo folk che si esibisce nelle sfilate o nei balli accompagnati dai più grandi suonatori durante le manifestazioni folcloristiche sarde. L’obiettivo primario è sempre quello di tenere viva la tradizione tramandandola danzando, come fosse un’isola che cammina a ballu a passu.

 

 

Condividi questa notizia