l luoghi della fede, tra natura e spiritualità


di Stefania Pendezza

La conoscenza dei territori attraverso modalità di viaggio slow che si concretizzano in cammini, trekking, cicloturismo, itinerari di pianura, montagna e collina, vie d’acqua e percorsi spirituali rappresenta un’opportunità unica e autentica per assaporare anche gli aspetti più intimi di un luogo legati alla sua cultura, alle sue eccellenze e al suo paesaggio.

Il turismo culturale

Si tratta di un turismo culturale rispettoso dell’ambiente, un turismo non di massa e pertanto altamente sostenibile, che cerca spesso percorsi lontani dalle grandi mete turistiche e privilegia il contatto con il territorio, muovendosi anche nelle zone rurali. In quest’ottica, il turismo religioso è una genuina espressione del turismo lento e di qualità. Natura e spiritualità, rappresentano un connubio fondamentale per vivere appieno l’esperienza di fede. Ecco perché molti luoghi di culto sorgono in luoghi isolati, circondati dal verde e lontani dalla confusione dei centri abitati. A differenza di tutti gli altri segmenti del mercato turistico, il turismo religioso ha come motivazione principale la fede. Si tratta di una tipologia di viaggio che implica sentimenti di speranza, gratitudine, esperienze di convivenza nelle comunità di riferimento e maggiore avvicinamento alle proprie convinzioni religiose. Pellegrinaggi, visite a santuari, luoghi sacri e tombe di santi, così come la partecipazione a celebrazioni religiose, rappresentano le esperienze principali afferenti a questo segmento turistico.

Storia e cultura del territorio

Ma non solo. I luoghi di fede sono parte integrante e fondamentale della storia e della cultura di un territorio. Sono scrigni preziosi che custodiscono e raccontano le bellezze culturali e ambientali di un territorio. Dalla pianura alla montagna, chiese, santuari e basiliche mostrano il loro fascino in architetture storiche di grande valore artistico ma anche nelle opere pittoriche e scultoree che contengono al loro interno, spesso firmate da grandi nomi dell’arte. Tra queste si annoverano splendidi affreschi e statue ma anche famosi organi storici e altari marmorei. Tutto ciò risulta ancora più affascinante quando è accompagnato da storie e leggende che sono strettamente connesse alla storia e all’identità del territorio e alla vita delle comunità. Lo dimostrano ad esempio i Santi e Beati a cui, in molti paesi, sono collegate feste religiose e cerimonie tradizionali che le nostre Pro Loco contribuiscono a mantenere vive. E poi, come non citare i numerosi segni minori presenti nei territori quali ad esempio cappelle, santelle, capitelli, simboli devozionali, vie crucis, ex voto in grado di cogliere il senso del sacro in una dimensione interculturale. La scoperta dei luoghi di culto permette quindi di interpretare la storia e le tradizioni di un territorio e di assaporarne in modo profondo le bellezze spesso non comprese nei consueti percorsi culturali e turistici.

Il Santuario della Beata Vergine della Cornabusa

In Lombardia numerosi sono i luoghi della fede e i cammini che permettono un’esperienza autentica di scoperta e conoscenza delle eccellenze dei diversi territori. Ne è un esempio il Santuario della Beata Vergine della Cornabusa a S.Omobono Imagna a Bergamo. “…è il santuario più bello che esiste perché non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma Dio stesso”, la più grandiosa “basilica” creata per la madre di suo figlio. Così lo definiva Angelo Giuseppe Roncalli, devoto alla Madonna della Cornabusa e divenuto Papa Giovanni XXIII il 28 ottobre 1958. La storia di questo importante e unico santuario immerso nella rigogliosa Valle Imagna risale al tempo delle guerre tra guelfi e ghibellini che fra il 1350 e il 1400 interessavano questo territorio. Fu così che durante gli scontri alcuni abitanti della zona si nascosero nella grotta (“corna busa”) diventata poi il Santuario della Cornabusa, per sfuggire alle violenze.

Il culto

Fu allora che una donna mise nella grotta la statua dell’Addolorata nel punto che occupa ancora oggi. Finite le guerre, la gente abbandonò la grotta ma la statua fu lasciata nella caverna ormai avvolta dalla vegetazione. Solo nella seconda metà del Quattrocento una giovane pastorella sordomuta di un piccolo Paese vicino che stava pascolando le pecore scovò la grotta e si trovò di fronte alla statua. Si inginocchiò e iniziò a pregare riacquistando l’uso dei sensi. Il fatto prodigioso si diffuse rapidamente e presto le persone cominciarono a salire alla grotta per vedere la statua davanti alla quale la pastorella era stata miracolata. Cominciò così il culto per la Madonna Addolorata della Cornabusa.

Il Santuario della Cornabusa a Sant’Omobono Terme (BG) nel 2018 si è aggiudicato il 4° posto della classifica nazionale de “I Luoghi del Cuore” ed è il primo luogo classificato in Lombardia. Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro di sinergia tra la Parrocchia di Cepino, la Comunità Montana Valle Imagna, l’Infopoint Valle Imagna e la Pro Loco di S. Omobono che si sono associati per salvaguardare questa importante testimonianza di Fede e di cultura per tutto il territorio di questa meravigliosa Valle, ricca di eccellenze naturalistiche, artigianali ed economiche.

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