La Valle dell’Elvo. Tra lana, vino e natura


di Riccardo Milan

La Valle si trova fra Biellese ed il Canavese. Fra lana e vino, verrebbe da dire. In Valle ci sono molti piccoli centri, borghi storici ed un Santuario risalente al XVII secolo: il Santuario mariano di Graglia. Ma la bellezza delle Valle è soprattutto la sua natura: boschi, alpeggi, pascoli, latte fresco ed acque ardimentose...La Serra è lì, con il suo lungo profilo morenico visibile fin dalla Pianura. Fanno parte della Valle sia la zona della Bessa, con in suoi cumuli auriferi; sia la Riserva naturale dell Parco Burcina. Un Ecomuseo dedicato alla Valle ha sede ad Occhieppo Superiore.

Biella e La Bottega di Sordevolo

Una visita la merita certo “la turrita” Ivrea, ma soprattutto Biella che con La Bottega di Sordevolo, gestita dalla Pro Loco, ha un rapporto stretto con il piccolo borgo pedemontano. Si tratta di una delle prime botteghe gestite da una Pro Loco. Infatti dal 2009, in uno stabile di proprietà del Comune di Biella, propone prodotti locali, in primis, della Valle dell’Elvo, accompagnati da una selezione di qualità proveniente da altre realtà biellesi o da produttori dei territori limitrofi o proposti da altre Pro Loco o da Presidi Slow Food. Si tratta di prodotti di circa settanta aziende. Particolare attenzione viene prestata a piccole e giovani realtà, caratterizzate da metodi produttivi artigianali e tradizionali.

Canestrelli e scapin

Punti di forza sono alcuni formaggi a latte crudo, il burro a latte crudo dell’Alto Elvo (Presidio Slow Food), vini e liquori delle colline circostanti (tra cui l’antico Ratafià), i classici Canestrelli Biellesi, un’ottima “bagnacauda” in vasetto e i caratteristici manufatti in lana derivati dalla storica tradizione tessile locale: sciarpe, cappelli, scapin (scarpe tradizionali)... Ma sono disponibili anche prodotti per la persona, realizzati con materie prime del territorio. Animatrici della Bottega sono le sorelle Bianca e Dina Trento, della Pro Loco di Sordevolo. Il progetto nacque per la volontà di Riccardo Lunardon, all’epoca sindaco di Sordevolo. Nel 2015 la Bottega ha partecipato a EXPO e sovente espone i suoi prodotti nell’ambito di manifestazioni. Molto curata è la confezione dei prodotti, per la quale viene anche proposta una borsa personalizzata e riutilizzabile. Si compra anche on line, grazie all’E-Shop attivo sul sito www. labottegadisordevolo.it. Ma un giro in loco lo meritano certo Sordevolo con la sua Passione.

Sordevolo

Si trova sulle colline biellesi, nella Valle dell’Elvo, e va dai 590 metri sul livello del mare ai 2335 metri. Era un paese di pastori e di allevatori; poi furono aperte numerose fabbriche di lana che in parte operano ancora oggi. Un bel paese in cui in ogni momento dell’anno è possibile visitare il Museo Permanente della Passione, allestito nel coro e nella sacrestia della Chiesa di Santa Marta. Il Paese ha ristoranti tradizionali, ville dell’Ottocento, giardini storici, vecchi scorci da mozzare il fiato. D’inverno, l’Associazione Teatro Popolare di Sordevolo, la stessa che organizza la Passione, propone dal 2002 il Mercatino degli Angeli per scoprire i prodotti del territorio. Un territorio che è inoltre capace di offrire attività all’aperto in una natura ricca: arrampicata, parapendio, vie ferrate, canyoning, mountain bike, pesca, trekking; proporre i piatti della tradizione locale, formaggi in primis; accoglienza diffusa, mercatini tradizionali e viste mozzafiato.

La Passione, un Paese in scena

Si tratta di una delle più grandi rappresentazioni teatrali del mondo fra quelle realizzate da attori dilettanti, per specificare. E’ la Passione di Sordevolo, Biella, nord Piemonte. Si tratta di una rappresentazione Sacra, simile a molte altre che traggono origine dalla lezione medioevale di San Francesco, ma questa nel tempo è diventata spettacolo corale ampio, rappresentazione appassionata, momento di coinvolgimento collettivo... uno spettacolo godibile per tutti: che si creda o meno.

Date un’occhiata: www.passionedisordevolo.com.

Anche perché la rappresentazione si distende in settimane, mesi... da giugno a settembre; coinvolge tutte le realtà locali, abbraccia questa Valle pedemontana che è bella anche da visitare, magari con la scusa della Passione. A latere poi ci sono iniziative legate ai prodotti tipici, al trekking, alle semplici passeggiate nei borghi secolari, Biella ed Ivrea e il suo castello... alla scoperta di una Valle che fu per secoli famosa per l’oro. Prezioso metallo setacciato nel torrente Elvo, modificando il paesaggio (come testimoniato nel Parco della Bessa) e ancora cercato da associazioni dilettanti di cercatori e sede di competizioni mondiali. Ma la Passione è un evento che può essere anche goduto a sé. Si tratta di un evento assai impegnativo che oggi si tiene ogni cinque anni.

Uno spettacolo unico

Il territorio va così in scena: più di 400 sono i valligiani che diventano attori -dai 5 agli 80 anni!- e danno vita ad uno spettacolo emozionante a cielo aperto, in un anfiteatro di 4mila metri quadri. Un prologo e 25 scene corali. Decine di migliaia gli spettatori che da tutto il mondo accorrono ogni anno per assistere alla rappresentazione. Si tratta di una forma rara di teatro corale popolare, una tradizione documentata a Sordevolo fin dal 1814, ma assai più antica; tramandata comunque da allora ininterrottamente di generazione in generazione. L’unicità è data anche dalla doppia versione dello spettacolo: quella per gli adulti e quella dei bambini, recitata e gestita dai piccoli. Non si sa con certezza in che anno venne recitata per la prima volta però, da uno studio del 1891 dello storico Delfino Orsi, intervenuto alla prima recita del 12 aprile dello stesso anno a Sordevolo, si ha la conferma che tale rappresentazione si effettua a partire dal 1850. Sospesa per i periodi bellici, fu ripresa nel 1950 con cadenza varia; quinquennale dal 2000. Si sarebbe dovuta tenere questo anno ma a causa dell’emergenza sanitaria si svolgerà nel 2021. L’organizzazione è impegnativa e complessa: con certezza si sa che nel 1850 venne formato il primo “Comitato” con lo scopo di preparare la rappresentazione sotto forma di spettacolo vero e proprio, con cadenze quinquennali o decennali e da allora per ogni ciclo di rappresentazioni viene allestito da un comitato organizzatore, oggi Associazione Teatro Popolare, con carattere libero e autonomo. Ogni aspetto dello spettacolo è affrontato con le sole risorse umane e tecniche locali: l’assetto organizzativo generale, la confezione dei costumi e degli apparati, il progetto scenografico, la regia, la scuola di recitazione, l’allestimento delle scene. Tutto.

Il Ratafià

Paolo Conte lo canta in molte canzoni ed una lo ha anche nel titolo. Il ratafià piemontese è una tradizione tipico dell’arco alpino, molto forte nel Piemonte ed oggi è il biellese è l’area che più lo sente proprio. E’ un liquore dolce, a base di ciliegie selvatiche, la cui produzione è storica ad Andorno Micca (Biella), dove già nel Seicento veniva prodotto nel monastero di Santa Maria della Sala; una produzione poi passata alle famiglie del paese ed oggi della storica fabbrica “Cav. Giovanni Rapa”.

RATAFIÀ
Ratafià, elisir, aquabuse
È una bottiglieria
Mille-feuilles, tarte
auxpommes, chantilly
È una pasticceria
Il gaucho as che cos’è
L’aria blu della prateria I
l gaucho è contento e
rimare a guarder

(Paolo Conte)

Condividi questa notizia