Le ragazze in bikini di Piazza Armerina


di Silvia Pluchinotta

Dieci giovani donne che giocano e fanno sport. Otto di loro hanno una fascia che copre il seno e un’altra i fianchi. Sicure della loro bellezza e della loro femminilità (qualcuna ha una corona di fiori sulla testa) hanno il corpo scoperto fin dove si può. Potrebbe sembrare un’immagine dei giorni nostri eppure ha migliaia di anni: sono le fanciulle in bikini dei mosaici di Piazza Armerina nel cuore Sicilia, in provincia di Enna. Le ragazze in bikini non sono che una delle tante bellezze dell’area archeologica della Villa romana del Casale, scoperta intorno agli anni ’50 e che nel 1997 è entrata a far parte della World Heritage List tutelata dall’Unesco. La Villa del Casale, sicuramente una delle più lussuose del suo genere, è famosa, infatti, per la ricchezza e la qualità dei suoi mosaici (IV secolo d.C.), che vengono riconosciuti come i mosaici romani in situ più belli. Un tesoro che testimonia le abitudini di vita della classe dominante romana e mostra le influenze tra le culture e gli scambi nel Mediterraneo antico.

La storia

La villa del Casale è un edificio risalente all’epoca tardo imperiale (III-IV secolo d.C.), impropriamente definito “villa” in quanto si può classificare più correttamente come palazzo imperiale urbano. L’identità del committente della Villa è da sempre causa di un acceso dibattito tra gli studiosi. Per molto tempo è stato identificato in Massimiano Erculeo, tetrarca con Diocleziano, in ragione di alcuni elementi iconografici e architettonici per tradizione esclusivamente attribuiti agli augusti che rivestirono il potere supremo. Secondo ricerche più recenti, il primo proprietario e dominus della Villa potrebbe essere un alto dignitario imperiale come Proculo Populonio, governatore della Sicilia (327- 331 d.C.). La tesi più accreditata sembra attualmente far ricadere la proprietà della Villa su Gaio Ceionio Rufio Volusiano, praefectus urbi di Roma e console sotto Massenzio e Costantino, con vasti possedimenti in Africa; altro candidato probabile a dominus della Villa sarebbe pure suo figlio, Ceionio Rufio Albino, dall’alto cursus honorum – fu console e prefetto – e uomo di scienza, come risulta dal suo appellativo di “philosophus”. Forse da qui proviene il nome del latifondo locale, Sofiana, a cui apparteneva la Villa romana.

Dimora di rappresentanza

La villa può considerarsi uno degli esempi più significativi di dimora di rappresentanza che celebra i fasti del suo committente, attraverso un programma iconografico stilisticamente influenzato dalla cultura africana. L’area archeologica di Piazza Armerina si contraddistingue per la vastità degli ambienti a carattere pubblico e privato. Gli scavi condotti verso la metà del ‘900 hanno portato alla luce 3500 metri quadrati di pavimentazione a mosaico figurativo e in stile geometrico, oltre a colonne, statue, capitelli e monete.

Struttura

La villa si sviluppa in 48 ambienti ricoperti da mosaici in perfetto stato, forse eseguiti da maestri africani, che permettono di ripercorrere la storia dell’impero romano con scene di vita quotidiana, raffigurazioni di eroi e divinità, scene di caccia e di giochi. Tra i resti di questa area archeologica a Piazza Armerina, sono stati individuati quattro nuclei separati, ciascuno di diverso orientamento assiale, ma strettamente connessi tra loro: l’ingresso monumentale a tre arcate con cortile a ferro di cavallo; il corpo centrale della villa distribuito intorno a una corte a peristilio quadrangolare, corredata di giardino con vasca mistilinea al centro; una grande sala con tre absidi (trichora) preceduta da un peristilio ovoidale, delimitato a sua volta da un altro gruppo di vani e le terme. Caratteristici di questa area archeologica a Piazza Armerina sono il Sacello dei Lari (piccola aula absidata dedicata al culto delle divinità protettrici della casa) e la latrina privata, il cui pavimento musivo mostra una giostra di animali.

Le terme

Continuando verso nord si giunge al complesso termale, che poteva essere frequentato anche da estranei, configurato secondo la tradizionale sequenza degli ambienti termali romani: frigidarium, tepidarium e calidarium.tata l’atmosfera dei tempi passati.

I mosaici

Tornando alle nostre fanciulle, l’immagine rappresenta una competizione sportiva dell’epoca. Si tratta dunque di giovani atlete che indossano l’antesignano del nostro bikini, a eccezione delle due sul lato sinistro: una coperta fino ai piedi da un leggero velo e l’altra la cui figura si intravede appena per il danneggiamento di quella parte. Il mosaico fotografa le pratiche sportive più in voga all’epoca come il gioco della palla, il lancio del disco e il sollevamento pesi e ci regala un’idea moderna di femminilità, in cui non è l’aspetto estetico in primo piano, ma la dimostrazione di forza e vigore, incurante dei modelli imperanti.

La piccola Caccia e la Grande Caccia

Grande interesse rivestono l’ambiente della Piccola caccia e l’ambulacro della Grande caccia: il primo, probabile soggiorno o sala da pranzo invernale, presenta un mosaico incentrato sulle battute di caccia, con al centro una scena di sacrificio a Diana; il secondo, invece, è un corridoio sopraelevato che, a dispetto del nome con cui è conosciuto, è interessante per l’eccezionale rappresentazione musiva delle venationes, le battute di cattura (e non di caccia) di bestie selvatiche da esibire negli spettacoli circensi a Roma. All’interno del peristilio si trova un elegante giardino arricchito da una fontana a tre vasche.

La stanza delle Palestriti

Successivamente, si incontrano la Stanza delle Palestriti e la Diaeta di Orfeo: l’una esibisce le gare atletiche femminili, l’altra è una sala absidiata (un tempo dedicata agli intrattenimenti musicali oppure utilizzata come sala da pranzo estiva) adornata da un mosaico che ritrae il soggetto nell’atto di suonare la lira sotto un grande albero. Nella parte sud della villa è presente un altro peristilio a forma ovoidale (Xystus), che costituisce una scenografica introduzione al lussuoso triclinio triabsidato, dominato al centro dal mosaico che illustra i nemici di Ercole.

Gli appartamenti privati

Nella parte ovest della residenza, si trovano gli appartamenti privati che si estendono ai lati della basilica. Quello meridionale, di maggiori dimensioni, si distingue per il mosaico del corteo marino guidato da Arione (personaggio mitico che cavalca un delfino suonando la cetra); quello settentrionale, invece, racconta l’episodio in cui Ulisse offrì del vino a Polifemo e comprende anche una stanza da letto, custode del celebre abbraccio degli amanti.

La Basilica

La basilica, ampia sala absidata in cui il proprietario concedeva udienza, ricopre un ruolo molto importante all’interno della domus, sia per la decorazione marmorea del pavimento sia per la sua posizione, intesa come punto di arrivo di un percorso che, a partire dall’ingresso monumentale, si sviluppa in senso ascensionale.

Piazza Armerina

Piazza Armerina è un’antica città d’impianto medievale con un pregevole centro storico barocco e normanno. Di forte richiamo turistico e culturale per il suo pregevole patrimonio archeologico, storico, artistico e naturale, la città è circondata da terre ricche d’acque e di boschi ed è immersa in uno dei più verdi paesaggi della Sicilia interna. Nelle vicinanze, inoltre, si trova il lago di Pergusa, situato all’interno dall’incantevole riserva omonima.

Uno dei sei “comuni lombardi” di Sicilia

La cittadina è nota per essere una dei sei comuni cosiddetti “comuni lombardi” di Sicilia, il cui vernacolo si avvicina a quelli delle regioni settentrionali piemontesi, specie delle zone del Monferrato. Il fatto è spiegabile storicamente per essere stata occupata-colonizzata da comunità provenienti da quell’area. Questa particolare parlata è riconosciuta e tutelata con l’inserimento nel R.E.I.S. – “Registro Eredità Immateriali della Sicilia” – Libro delle Espressioni – Parlata Alloglotta Gallo Italico – istituito dalla Regione Siciliana.

Il Palio dei Normanni

L’evento più importante è il Palio dei Normanni, che si svolge ogni anno intorno a ferragosto. Si tratta della più importante e antica ricostruzione storico-medievale in costume del meridione d’Italia, con oltre 600 figuranti. La manifestazione trae spunto dalla conquista della Sicilia da parte dei Normanni di Ruggero D’Altavilla che misero fine alla dominazione araba e crearono la forte e prosperosa Contea di Sicilia e rievoca un episodio svoltosi a Piazza Armerina nel XII secolo in una suggestiva atmosfera di costumi e suoni medievali, abbinato ad una giostra cavalleresca sullo stile della Quintana. Da non perdere Il Museo del Palio dove si valorizza il ruolo di “Platia” (l’odierna Piazza Armerina) nelle vicende storiche siciliane. Il Museo, gestito dalla Pro Loco Mosaici, narra le origini della manifestazione.

La Villa del Casale, sicuramente una delle più lussuose del suo genere, è famosa, infatti, per la ricchezza e la qualità dei suoi mosaici (IV secolo d.C.), che vengono riconosciuti come i mosaici romani in situ più belli.
Virtual Tour disponibile su www.typicalsicily.it

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