Longano, quando l’abito tradizionale è un amore eterno


di Luciano Scarpitti

Longano è un piccolo paese della Provincia di Isernia addossato alla catena montuosa del Matese. Tra le mura antiche del suo borgo, dominato dall’alto dalla chiesa di San Bartolomeo Apostolo (sec.XI) e dalle poche rovine del castello angioino, esiste un culto particolare: quello del costume tradizionale, nella sua evoluzione storica, nella sua fattura, nei suoi gioielli.

Il costume tradizionale

Ovviamente quando si parla di costume tradizionale si intende abito femminile perché quello maschile è sempre stato simile ovunque con scarsissime differenze. Tutti i paesi del Molise, e forse d’Italia, hanno il loro costume tradizionale. Ma alcuni studiosi della materia ci dicono che i vestiti delle contadine, per esempio, erano uguali in tutta Europa e che nei secoli passati, in particolar modo nel XVIII e XIX secolo, dall’abbigliamento si poteva facilmente riconoscere la condizione sociale delle persone, non, però, la relativa appartenenza ad un gruppo etnico o nazionale. A Longano la pensano diversamente.

Comunica, rileva e rivela

È opinione comune che la donna longanese-matesina, sia sempre riconoscibile all’interno della comunità e “tra le comunità” attraverso il costume tradizionale che “comunica, rileva e rivela” l’identità di chi lo indossa. Ed è proprio da questa profonda convinzione che nasce l’amore per l’abito tradizionale che rappresenta un simbolo inconfondibile di valori da non dimenticare ed eventualmente implementare per le nuove generazioni.

La tradizione sartoriale

Viene conservata gelosamente la tradizione sartoriale di varie famiglie longanesi che nell’ottocento si caratterizzava per il confezionamento dell’abito della donna nelle sue varie tipologie ed edizioni. Proprio nel costume si fondono tutte le suggestioni culturali che Longano ha vissuto nella storia antica e recente, ma anche le ispirazioni provenienti dai paesi vicini. È straordinario ritrovarle tutte in un elegante intreccio di sentimenti, sogni e usanze che anche nelle ragazze moderne ha dato vita ad una radice ormai inestinguibile ed ha fatto nascere e crescere, al fianco della Pro Loco, l’Associazione Culturale “Il Costume dell’Anima”.

I colori e i gioielli

Troviamo, quindi, sia i colori sgargianti tipici del periodo borbonico, sia le più tetre variazioni di nero, che filosoficamente ripercorrono la condizione e la concezione della donna di quell’epoca. Vengono esaltati i pizzi realizzati al tombolo, ricamati con fili d’oro, provenienti dalla vicina Isernia, le brillanti sete, delle seterie di San Leucio, ed i delicati velluti e le mussole napoletane. Ogni elemento è sapientemente assemblato, secondo i gusti e le sensibilità personali fino alla realizzazione dell’opera d’arte destinata ad accompagnare la ragazza all’altare.

La Presentosa

Né dalla composizione del costume longanese possono mancare i gioielli: collane, orecchini, anelli, ma soprattutto la “Presentosa”. Questo è un ciondolo che nel tempo ha svolto la funzione di presentare alla comunità la giovane donna pronta a fondare una nuova famiglia, ma anche ad indicare lo stato sociale ed economico della famiglia di provenienza. Questo gioiello, realizzato in filigrana, è nato dalla creazione artistica raffinata dei maestri orafi agnonesi ed ancora oggi è il souvenir preferito per tutte le donne di origine Longanese, anche per quelle da anni residenti all’estero. Se perfino le ragazzine e bambine longanesi desiderano possedere un costume e una “Presentosa” sta a significare che la tradizione è viva, come sempre, e si conserva a Longano con amore; anzi, cresce adattandosi al vivere moderno e resisterà nel futuro. Ogni anno il 6 agosto, ma quest’anno appare incerto, l’Associazione Culturale Longanese “Il Costume dell’Anima” organizza il corteo storico, che accompagna la processione in onore di San Donato, con oltre 60 figuranti abbigliati in costumi tradizionali rigorosamente originali di epoca borbonica.

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