Il fagiolo di Sarconi, eccellenza lucana


di Rocco Franciosa

La Basilicata è ricca di prodotti tipici a marchio, tra questi primeggia il Fagiolo di Sarconi che dal 1996 ha ricevuto il riconoscimento dell’Indicazione Geografca Protetta (IGP).

La coltivazione

La coltivazione del fagiolo a Sarconi, accogliente comune lucano alle pendici del monte Sirino, si perde nella memoria dei tempi, ma fu solo nei primi anni ottanta che, gli allora amministratori comunali, presero coscienza delle potenzialità insite nella sua coltivazione. Il fagiolo di Sarconi ha una storia antica. Non si sa di preciso quando questo legume, arrivato in Europa sulle navi dei conquistatori del Nuovo Mondo, arrivò in Val D’Agri.

La “carne dei poveri”

A partire dal Settecento, però, la coltivazione in agro di Sarconi è ampiamente documentata. Chiamato “la carne dei poveri”, per le sue proprietà organolettiche, veniva impiegato solo ed esclusivamente per il consumo domestico. Ed è il componente fondamentale della dieta delle popolazioni lucane perché ricco di proteine, carboidrati, vitamine e minerali ma povero di grassi.

Dal Seminario alla Sagra

Per valorizzarlo appieno furono coinvolti Regione e la nascente Università degli Studi della Basilicata. Fu ideato, un annuale Seminario di Studio nel corso del quale esperti in materia illustravano agli addetti del settore, soprattutto le nuove tecniche di coltivazione e gli ecotipi di fagioli più produttivi. Il Seminario divenne allora Sagra, organizzata dalla Pro Loco e dall’Amministrazione comunale che si fregia del marchio “Sagra di Qualità” assegnato dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia. Un momento per conoscere anche gli altri prodotti lucani come formaggio, olio, prosciutto, latticini, miele e vino.

Il Canale Cavour

Il caratteristico borgo di Sarconi si lascia ammirare per le sue architetture tipicamente rurali, in cui si ha quasi il piacere di perdersi per ritrovarsi nei vicoletti circondati da portali in pietra e balconi in ferro battuto. Sono i resti del cosiddetto Canale Cavour ad attirare l’attenzione del visitatore, un’imponente complesso costruito nel 1867, in stile romano e dotato di un doppio canale per l’irrigazione. Per diversi anni l’acquedotto ha irrigato infatti i terreni compresi nell’agro di Sarconi e Moliterno, subendo poi negli anni diversi interventi di ristrutturazione. Contraddistinto da imponenti archi in muratura continui e armoniosi, il Canale Cavour si presenta come una vera e propria opera d’arte circondata da giardini e da ammirare. Sono ancora visibili i ruderi, ben protetti, della sua originaria struttura. Se poco resta del castello feudale, poco distante, interessanti sono due antichi mulini ad acqua proprio nei pressi del paese, uno dei quali interessa il fiume Maglie.

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