Le “montagnine” delle Giudicarie Esteriori


di Oriana Bosco

C'è una zona del Trentino sud - occidentale che rimane ai margini dei classici itinerari turistici, e che proprio per questo ha conservato un’atmosfera rurale e genuina: si tratta delle Giudicarie esteriori, un’area che dal borgo di Ponte Arche sale verso il Lomaso e giunge fino allo spettacolare lago di Tenno, una terrazza affacciata a 600 metri d’altezza sul Lago di Garda. Un territorio interessante dal punto di vista naturalistico e culturale, contraddistinto dalla presenza di sorgenti termali (Comano Terme), di ampie zone rurali (Lomaso), di castelli medievali (Castel Campo), chiese antiche (Pieve di Vigo Lomaso) e di paesaggi che aprono il cuore.

Ponte Arche

Punto di partenza ideale per scoprire questo territorio è Ponte Arche, attrezzato centro montano conosciuto a livello nazionale per la presenza delle sorgenti termali: nota fin dall’antichità, e circondata da un’aura di mistero, l’acqua di Comano ha proprietà curative per le malattie della pelle che si possono apprezzare nel bellissimo complesso delle Terme di Comano. Salendo sulle pendici del monte Casale, alle spalle dell’abitato, si trovano alcune piccole frazioni, Comano, Godenzo e Poia: qui la Pro Loco del Casale porta avanti l’antica coltura del grano, coltivando degli appezzamenti comunitari che in estate vengono mietuti dai volontari: un momento che diventa l’occasione per una grande festa, a fine luglio, la Festa del Grano (Facebook Pro Loco del Casale https://www.facebook.com/ ProLocodelCasale/).

Le montagnine

Poco oltre il paese inizia la piana del Lomaso, un’ariosa distesa di campi coltivati circondata da morbidi pendii e puntellata di piccoli paesi agricoli: questa terra produce delle ottime patate, chiamate “le montagnine”, a cui la Pro Loco Piana del Lomaso dedica in autunno una grande festa (Festa della Patata, www.stravolti.it). Ma la piana è ricca anche di tracce di storia: qui e là spuntano i campanili delle tante chiese rurali, tra cui la più antica è la Pieve di Vigo Lomaso, con la sua cripta del 1200 ancora integra; in mezzo alla vallata, sulla sommità di uno sperone di roccia circondato dalla vegetazione, emergono i torrioni merlati di Castel Campo, residenza castellana tra le meglio conservate dell’intera provincia di Trento. Considerato sacro dai Romani che lo dedicarono al dio Silvano, e poi divenuto rifugio per la popolazione in caso di pericolo, ha conservato anche oggi la sua natura comunitaria e mistica diventando un centro di produzione culturale che ospita spettacoli, eventi e residenze d’artista (visitabile su richiesta, www.castelcampo.com). A Campo Lomaso merita una visita anche il convento dei padri francescani, del ‘700, dove nacque il poeta Giovanni Prati nel 1814.

Biotopo di Fiavé

Proseguendo in direzione sud ci si trova ad attraversare il Biotopo di Fiavé, un’antichissima torbiera dove sono venuti alla luce i resti di villaggi palafitticoli databili a 2000 anni prima di Cristo. Il sito, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, costituisce uno dei rinvenimenti più interessanti della preistoria d’Europa, ed ha restituito reperti eccezionali. Un interessante museo ai bordi del biotopo illustra questo patrimonio archeologico ed espone molti dei reperti rinvenuti durante gli scavi. Continuando a scendere, e superato un dolce passo immerso nella boscaglia, lo sguardo si apre su un panorama meraviglioso: un lago color turchese incastonato tra la vegetazione. Siamo arrivati a Tenno, località resa celebre dall’omonimo lago, famoso per i colori delle sue acque, dall’azzurro turchese al verde smeraldo, meta perfetta per piacevoli giornate di sole.

Borgo di Canale di Tenno

A poca distanza, un altro piccolo gioiello merita una visita: si tratta del Borgo di Canale di Tenno, un grazioso agglomerato di vecchie case in pietra e legno perfettamente conservate affacciate sul Lago di Garda: tra i suoi vicoli in ciottoli il tempo scorre lento e si respira ancora un’atmosfera medievale, rievocata anche dalla festa “Rustico Medioevo” (www.gardatrentino.it). Nel borgo si trova la caratteristica casa degli artisti, nata negli anni Sessanta come luogo di dimora e ritrovo per la produzione di arti figurative e spettacoli. Il nostro viaggio si conclude qui, di fronte allo spettacolo degli ulivi che digradano verso il Garda, immersi nel silenzio di questo paesaggio in cui montagna, lago e collina si incontrano.

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