San Bass pe’ mare


di Luciano Scarpitti

Termoli, città costiera del Molise, con un porto non grande, ma pieno di movimento, soprattutto d’estate, è cresciuta velocemente nel corso degli ultimi 50 anni.

Il borgo antico

L’ elemento cittadino più caratteristico è senza dubbio il borgo antico che si spinge come un piccolo promontorio a sfidare il mare. Questo centro antico della città possiede tutte le tipicità dei borghi di pescatori: è circondato da alte mura, con viuzze ed abitazioni basse, con il Castello Svevo che svetta all’inizio del borgo, con la splendida Cattedrale in stile romanico, infine con le passerelle in legno che conducono ai Trabucchi dei pescatori e le reti ciondolanti sempre pronte all’uso.

Città dell’olio

La città si trova in una posizione invidiabile: nelle giornate limpide si può ammirare verso nord sia il Golfo di Vasto sia le montagne abruzzesi della Majella; guardando il mare si stagliano le Isole Tremiti mentre verso sud si può osservare il profilo del promontorio del Gargano. Alle spalle della città, nell’entroterra, si trova una ricca zona industriale che si coniuga perfettamente con una fertile campagna la cui coltivazione di maggiore qualità è quella dell’olivo, tanto che Termoli fa parte a pieno titolo dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

San Timoteo e San Basso

In questa modernissima città, che tuttavia protegge con affetto ed intelligenza le sue evidenze antiche, vengono venerati intensamente due santi considerati in ugual misura Patroni: San Timoteo e San Basso, entrambi Vescovi e Martiri. A San Basso l’intera città riserva una particolare festa con una spettacolare processione di barche in mare.

Apostolo di Pietro

Ma facciamo un passo indietro nella storia, forse quella più accreditata. San Basso conobbe l’apostolo Pietro, che, dopo aver guidato la comunità di Gerusalemme, e stabilita la nuova sede ad Antiochia, dove per la prima volta i suoi discepoli furono chiamati cristiani, circa nel 49/50 d.C. intraprese il viaggio verso l’Italia, sbarcando a Brindisi, e si fermò anche a Lucera e dintorni. La tradizione ci dice pure che San Pietro prima di proseguire per Roma, ultima tappa della sua vita, si fermò a Termoli e battezzò molti neofiti al torrente Vulgano. In quell’occasione consacrò Vescovo Basso, un giovane istruito di indole franca e verace, discendente da una antica e nobile famiglia romana e lo mise subito a capo di quella comunità nascente. Basso, a memoria dell’evento, costruì una chiesetta in quello stesso luogo che è visibile ancora oggi ed è da allora chiamato San Pietro in Bagno. Quando la persecuzione di Traiano si abbatté sulla Puglia, molti cristiani e Santi Vescovi furono catturati dalle autorità pagane.

L'arresto e la tortura

Basso venne arrestato, torturato e ucciso insieme a San Eleuterio, Vescovo di Ece (l’attuale Troia), e San Mauro, Vescovo di Bisceglie, con San Pantaleo, San Sergio e Sant’Ignazio di Antiochia. L’affetto dei Termolesi per San Basso aumentò quando nella Chiesa Cattedrale venne trovata una lapide recante la seguente iscrizione romana:

CLAUDITUR HOC TUMULO BASSUS DITATUS AMATOR EGREGIUS PRESUL MARTIR CHRISTI PROPAGATOR

ed un’altra lapide a pezzi con su scritto semplicemente:

QUIESCIT CORPUS BEATI BASSI EPISCOPI ET MARTIR

Sotto queste lapidi si trovava un’urna che, una volta aperta, portò alla luce le reliquie del Santo.

La festa

La festa che Termoli dedica al suo San Basso inizia due settimane prima del fatidico 3 agosto, ricorrenza della traslazione delle reliquie, per dare il tempo ai proprietari di ripulire e addobbare le barche prescelte. Alla presenza del Vescovo, di tutte le autorità, e dei fedeli, con un sorteggio pubblico, si stabilisce quale peschereccio avrà l’onore di trasportare la statua del Santo. È tradizione che la barca prima estratta porterà la statua, la seconda estratta le autorità e la terza la banda musicale.

La vestizione della statua

Poi, due giorni prima della festa, poche persone, insignite dell’onorificenza di “Cavaliere di San Basso”, procedono, in un ambiente riservato, alla vestizione della statua con i paramenti sacri. Terminata questa operazione e posta la mitra sul capo del Santo, la statua viene esposta al pubblico all’interno della Cattedrale fino al momento della partenza della processione. La mattina presto del 3 agosto il Vescovo celebra la santa Messa al termine della quale parte la processione che porta la statua fino al porto dove attende il peschereccio addobbato a festa; viene issata sulla poppa mentre tutte le imbarcazioni presenti l’accolgono con il suono prolungato delle sirene.

La processione

La processione di barche prende il largo e si dirige a Nord-Ovest fino alla torretta saracena che definisce il confine delle acque territoriali di Termoli; dopo la benedizione del Vescovo la lunga processione di barche inverte la rotta e si dirige verso la foce del fiume Biferno, qui vira nuovamente e fa ritorno al porto. Rimane in porto, esposta al saluto dei fedeli, fin quando, verso sera, la statua torna a terra e viene portata alla sede del mercato ittico, dove resta per tutta la notte sorvegliata e venerata dai pescatori. All’alba del 4 agosto, dopo la celebrazione della messa davanti al mercato ittico, la statua viene riportata in Cattedrale, sempre sulle spalle dei marinai. Le celebrazioni religiose hanno termine con il Pontificale della sera, la Messa cantata officiata dal Vescovo, e la successiva processione al di fuori delle mura del borgo antico.

Le leggende

Il culto di San Basso è strettamente legato alla tradizione marinara della città anche se non si sa con precisione quando e in che modo le reliquie del Santo siano arrivate a Termoli. Secondo una leggenda alcuni pescatori, poco lontano dalla costa, trovarono in mare un sarcofago di marmo con all’interno i resti del Santo che erano stati gettati in acqua a Nizza e approdarono sulle spiagge termolesi. Secondo un’altra leggenda una donna di Marano, moglie di un termolese, avrebbe rivelato che nel sotterraneo della Chiesa di un convento vicino Marano fosse sepolto il corpo di San Basso. I termolesi, saputa la notizia, di notte navigarono fino alle coste di Marano per trafugare le reliquie di San Basso. I maranesi, avvertiti del pericolo, impedirono il furto ma decisero di donare alla donna l’avambraccio destro del Santo.

L’urna d’argento

La reliquia fu condotta a Venezia, dove venne ricoperta d’oro e racchiusa in un’urna d’argento. Ma l’orefice, d’accordo col Doge, sottrasse la vera reliquia e la sostituì con un avambraccio di legno di fico dorato. La donna, tornata a Termoli, per accertarsi dell’autenticità dell’avambraccio lo punse con uno spillo e dal pezzo di legno sprizzò sangue vivo. Quel che è certo è che l’origine della celebrazione risale al 1761 quando, durante i lavori di restauro nella Cattedrale di Termoli, fu ritrovato il sarcofago contenente le reliquie di San Basso, le quali risultavano disperse da secoli.

La devozione

La devozione per San Basso da parte dei termolesi è fortissima, addirittura per rispetto e omaggio, o per semplice scaramanzia, il 3 agosto nessuno fa il bagno a mare, perché secondo la storia marinara in questo giorno si rischia di annegare.

                                                                              

                                                                              

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