Fra culto e tradizioni rurali


di Stefania Pendezza

Continuiamo il viaggio alla scoperta delle bellezze dei luoghi di culto della Lombardia, ricca di siti e itinerari religiosi che abbracciano meravigliosi santuari e reliquari, valichi e memorie storiche. In particolare, in Lombardia, si snodano ben 19 cammini religiosi, vivida espressione del carattere spirituale di questa Regione. Percorsi da vivere in modalità lenta apprezzando ogni sorprendente scorcio: antiche chiese, conventi, eremi e patrimoni UNESCO accompagnano i visitatori lungo questi itinerari, inseriti in luoghi che trasudano di eccellenze ambientali, culturali ed enogastronomiche.

Abbazia di Morimondo

Estremamente affascinante è la secolare Abbazia di Morimondo: un monastero cistercense risalente al XII secolo il cui nome significa “morire al mondo”, cioè “vivere da risorti”, che si trova all’interno del Parco del Ticino. Tale Area Protetta possiede un ricco e variegato insieme di ecosistemi molto ben conservati che rappresentano un patrimonio di biodiversità che non ha eguali in Pianura Padana, con ben 6.235 specie viventi censite sinora.

I percorsi ciclo-pedonali

Inoltre il territorio del Parco è attraversato da oltre 750 km di percorsi ciclopedonali, di cui oltre 100 km lungo le alzaie dei navigli. Ed è proprio in questo contesto che il monastero venne fondato dai monaci provenienti dal monastero cistercense di Morimond in Francia nel 1134 a Coronate, località ancora esistente a circa un chilometro dall’abbazia. Nel 1136 essi si trasferirono in località “Campo Falcherio”, l’attuale sede a soli 30 km dal centro di Milano. Di grande importanza fu l’attività agricola del monastero, tanto da divenire, nel XIII secolo, un centro promotore della colonizzazione agricola a sud di Milano e dare vita a un gran numero di grange, oratori e mulini dislocati su un territorio di circa 3.200 ettari. Nell’economia cistercense la grangia consisteva in un insieme di edifici esterni rispetto all’abbazia che spesso andava a costituire un distaccamento della comunità monastica, simile a una piccola azienda agricola o a un villaggio rurale. Oggi la struttura rappresenta un’importante meta turistica anche per gli appassionati di storia dell’arte lombarda.

Lo Scriptorium morimonedese

Le opportunità di scoperta sono numerose grazie anche al lavoro della Fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo che lavora incessantemente su diversi progetti come l’istituzione di un centro di documentazione sull’architettura e sull’agricoltura cistercense, l’allestimento di una biblioteca specializzata sulla cultura cistercense, la creazione del centro di studi sullo Scriptorium morimondese, la programmazione di mostre, corsi e viaggi per approfondire la conoscenza della cultura nata nei monasteri, la realizzazione del Museo dell’abbazia, la tutela e valorizzazione degli arredi sacri della chiesa abbaziale. Sono oggi visitabili con gli operatori didattici della Fondazione il chiostro, la sala capitolare, le sale di lavoro dei monaci, la sala dei fondatori, il loggiato, il refettorio e il dormitorio. Numerosi sono inoltre gli eventi per tutti organizzati nel monastero, come concerti, corsi, laboratori di miniatura, scrittura, affresco, erboristeria, mostre e incontri.

Abbazia di Piona

Poco distante da Colico, sul lago di Como si trova un altro affascinante monastero, l’Abbazia di Piona. Raggiungibile superando il promontorio dell’Olgiasca, questa abbazia cistercense, immersa nel verde, rappresenta una rara testimonianza di architettura Romanica lombarda. Qui si percepisce l’equilibrato rapporto “ora et labora” che caratterizza la comunità monastica Cistercense e si respira un grande senso di pace e tranquillità: “Silentium” è infatti la parola che accoglie il visitatore al cancello d’ingresso. L’abbazia di Piona è costituita da due edifici: l’odierna chiesa di San Nicola, che rappresenta il vero e proprio nucleo edilizio del Priorato di Piona e, in posizione arretrata, i resti di una porzione di abside che vengono attribuiti all’oratorium. Le dimensioni di quest’ultimo fanno pensare ad un edificio piccolo e raccolto, degradato e distrutto col tempo, e sostituito poi dal nuovo edificio dedicato a San Nicola.

La storia

L’abbazia subì un periodo di decadenza fino alla soppressione nel 1798 e fu teatro di interessanti episodi che la riportarono all’antico splendore: uno di questi risale al 1935, quando l’imprenditore Pietro Rocca acquistò l’edificio mentre suo fratello Cesare si recava in Etiopia per la costruzione di un tratto di strada. Quest’ultimo e la moglie durante un attentato dell’esercito etiope rimasero uccisi e, in seguito a questa disgrazia, Pietro e la madre Annetta Pogliani decisero di affidare alla Congregazione dei Cistercensi di Casamari (Frosinone) il monastero come gesto di purificazione. In seguito, nel 1938, in occasione del secondo anniversario dell’uccisione, un gruppo di monaci provenienti da Casamari riaprì le porte dell’Abbazia, dando così a Piona la possibilità di essere visitata.

Il chiostro

Di notevole bellezza è il Chiostro con i suoi archi e capitelli finemente scolpiti, realizzato nella prima metà del 1200 e la Sala Capitolare i cui pannelli intarsiati risalgono al 1700 e provengono dalla sagrestia di San Zeno a Verona. L’Abbazia è aperta tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle 14.30 alle 18.00 e, per completare l’esperienza, è possibile acquistare i prodotti dei monaci, tra cui liquori e distillati, infusi di erbe e radici medicinali.

 

INFORMAZIONI TURISTICHE:
www.abbaziamorimondo.it
www.abbaziadipiona.it

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