La festa dei Banderesi di Bucchianico (CH) | Dal 22 al 26 maggio 2022


A sentire le testimonianze popolari e gli scritti storici la festa ha origine da una “guerra” tra Chieti e Bucchianico, vinta da quest’ultima nel lontano Trecento dopo che S. Urbano suggerì in sogno al Sergentiere come opporsi all’esercito nemico. Più che la vittoria, dai fatti leggendari traspare la strategia adottata dal Sergentiere che consisteva nel far correre i suoi uomini, ornati di pennacchi di piume colorate, sui merli della cinta muraria di Bucchianico per dare l’impressione all’esercito nemico di essere più numerosi. Da questo fatto si dice abbia origine la Ciammaichella. La semplicità del racconto leggendario, come spesso accade, lascia emergere la verità nascosta: in sostanza la festa “racconta” l’organizzazione civica per la difesa territoriale che permise a Bucchianico di opporsi agli annosi tentativi di Chieti ad invaderla. Infatti furono i cittadini abili, abbigliati con nastri e piume colorate, a difendere il proprio territorio in quella “guerra” che trova come unico sostegno documentario una lite intercorsa tra Bucchianico e Chieti nel 1335.

La Festa dei Banderesi si celebrava a Bucchianico già nel 1280, la festa è in onore di S. Urbano le cui reliquie erano venerate sin dal 1243 dentro l’omonima chiesa officiata dai Benedettini.
Notizie su “carri trionfali”, processioni con stendardi e sul carattere popolare della festa “alle spese del pubblico”, sono riportate, nell’anno 1620, nel processo teatino di canonizzazione di S. Camillo de Lellis, nato a Bucchianico il 25 maggio 1550. Sicuramente l’indizio più importante che allude alla tradizione dei Banderesi con i riti processionali, stendardi e carri si trova nelle parole di uno dei testimoni che diceva “…egli nacque nel giorno di S. Urbano Pontefice, e Martire, quando in Bocchianico, per esser titolo della loro Chiesa, si fa solennissima festa, andando tutto il popolo in processione con stendardi, et altri carri trionfali…”.
Da quel tempo la festa è documentata da fonti letterarie.
Nella festa vi sono evidenti riti propiziatori connessi ai cicli agrari, quale la benedizione dei Quattro Cantoni, la presenza di cesti infiorati, del pane e del vitello infiocchettato sono tutti simboli di una cerimonia finalizzata ad ottenere la protezione del Santo.

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